Crisi, declassato il rating irlandese di tre gradini Bce: preoccupa sostenibilità bilanci di certi Paesi

Pesante declassamento di rating da parte
di Fitch sui titoli di Stato della dissestata Irlanda. L’agenzia
britannica ha abbassato di tre livelli la sua valutazione,
assegnando alle emissioni del paese un <em>rating</em> &quot;BBB+&quot; dal
precedente &quot;A+&quot;. Resta invariato a &quot;Aaa&quot; il <em>country
ceiling</em>

Parigi - Pesante declassamento di rating da parte di Fitch sui titoli di Stato della dissestata Irlanda: l’agenzia britannica ha abbassato di tre livelli la sua valutazione, assegnando alle emissioni del paese un rating "BBB+" dal precedente "A+". La decisione interviene dopo che la posizione di bilancio irlandese si è aggravata a causa degli altissimi costi di salvataggio pubblico delle sue banche, tanto che il mese scorso Dublino ha chiesto aiuti finanziari a Unione europea e Fondo monetario internazionale. Intanto, nel bollettino di dicembre, la Bce fa sapere che la sostenibilità dei bilanci di alcuni paesi dell’area euro desta ancora "viva preoccupazione" e pertanto è necessario che tutti gli stati "portino avanti piani di risanamento pluriennali credibili e attuino integralmente le misure di riequilibrio previste".

Tagliato il rating dell'Irlanda Nuovi problemi per l'economia irlandese erosa dalla crisi. La decisione di Fitch riguarda la valutazione di lungo termine di emittente in valuta locale ed estera. Abbassato anche il rating di breve termine in valuta estera a "F2" da "F1", mentre resta invariato a "Aaa" il country ceiling (il rating massimo attribuibile ad entità del paese) in quanto appartenente all’aera euro. "L’abbassamento dei rating - spiega Fitch - riflette i costi aggiuntivi derivanti dal salvataggio del sistema bancario, le maggiori incertezze e le più deboli prospettive dello scenario economico e l’impossibilità di accedere ai finanziamenti sul mercato a costi sostenibili".

Le preoccupazioni della Bce "Sebbene alcuni paesi registrino andamenti dei conti pubblici più favorevoli di quanto atteso in precedenza - spiega la Bce - per altri rimane molto viva la preoccupazione circa la sostenibilità delle posizioni di bilancio e la vulnerabilità a reazioni avverse del mercato". In particolare, si legge ancora nel bollettino di dicembre, "i disavanzi attesi sono in qualche misura inferiori a quanto prospettato nelle previsioni della Commissione formulate nella primavera 2010, sia per l’area dell’euro nel suo insieme sia per la maggior parte dei singoli paesi". I disavanzi attesi in Germania, Lussemburgo, Cipro e Portogallo, spiega ancora l’Eurotower, "sono stati rivisti al ribasso di oltre un punto percentuale del pil, sebbene da livelli molto elevati per gli ultimi due Paesi e, nel caso del Portogallo, in ragione principalmente di una considerevole misura una tantum. Disavanzi superiori alle previsioni di primavera sono attesi in Irlanda (in seguito a eccezionali trasferimenti in conto capitale), Grecia (soprattutto a causa della revisione statistica al rialzo del disavanzo del bilancio per il 2009 e di entrate inferiori alle attese ) e Slovacchia (per effetto di entrate inferiori alle aspettative). Ci si attende che quest’anno un paese dell’area euro, il Lussemburgo, registri un disavanzo inferiore al 3% del pil".