Crisi dei mutui, la Fed prepara un nuovo maxi taglio dei tassi

I segnali di recessione e il continuo calo del prezzo del petrolio rendono necessarie altre manovre. Mercoledì la decisione degli Usa: si parla di un taglio di 75 punti base. L'Fmi concede un prestito di 16,5 miliardi di dollari all'Ucraina

Roma - Dall'economia Usa arrivano solamente segnali di recessione, mentre l'Opec taglia la produzione di 1,5 milioni di barili di petrolio al giorno, ma il prezzo del greggio continua a scendere. Le borse di tutto il mondo continuano a mettere a segno ribassi continui e solo venerdì le borse europee hanno bruciato altri 230 miliardi di euro. E intanto il Giappone mette mano al portafoglio, con l'intenzione di portare il fondo destinato alle banche in crisi a 10 trilioni di yen (80 miliardi di euro).Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha annunciato la concessione di un prestito di 16,5 miliardi di dollari all'Ucraina, condizionato al voto di un piano di salvataggio. Dopo essere venuto in soccorso di Fortis, Dexia ed Ing, il governo belga si appresta a intervenire anche per il salvataggio di Kbc, la più grande società di servizi finanziari del Paese colpita dagli effetti della crisi finanziaria. Si ipotizza una ricapitalizzazione da 3,5 miliardi di euro.

Usa: taglio dei tassi Così si apre una settimana in cui la Fed si riunirà per decidere su un nuovo, ormai certo, taglio dei tassi. Il Fomc (Federal Open Market Committee) si riunirà infatti mercoledì 29 ottobre. Già nella scorsa riunione dell'8 ottobre, in cui si decise, insieme alle altre banche centrali, di tagliare di mezzo punto percentuale i tassi di riferimento, dalle minute del comitato Fed emergeva la possibilità di una nuova "risposta politica" nel caso in cui l'intervento non avesse portato i frutti sperati. In queste due settimane il petrolio ha continuato a scendere e ora vale meno della metà del luglio scorso, le borse hanno proseguito a bruciare miliardi su miliardi e i dati macroeconomici certificano una recessione che, più che incombente, è sempre più certa. Meno di un mese dopo la decisione concordata fra le banche centrali (nell'occasione la Bce aveva tagliato i tassi di mezzo punto al 3,75%).

I dubbi riguardano solo l'entità del taglio e si fa progressivamente sempre più strada l'ipotesi di un maxi-taglio nell'ordine di 75 punti base. I tassi Usa verrebbero così dimezzati allo 0,75%, solo un quarto di punto sopra al Giappone, attestandosi a livelli mai raggiunti prima da un'economia occidentale. Al momento, i mercati scommettono su un taglio di mezzo punto, dando a questo intervento il 50% delle probabilità. Anche perché, se un taglio così consistente non dovesse produrre gli effetti sperati, rimarrebbero ben poche armi nell'arsenale del Governo statunitense. Dopo aver  inondato il mercato di liquidità ed essere entrato nel capitale delle principali banche del Paese, é presumibile che Washington si lasci un margine di manovra, da poter sfruttare in futuro.