Crisi dei subprime, l'Fbi a Wall Street: 400 in manette

Blitz delle autorità federali: 406 persone incriminate (<strong><a href="/video.pic1?ID=subprime_arrestifbi">guarda il video</a></strong>). In manette anche due ex manager della Bears Stearns. Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari

New York - La scure delle autorità federali si abbatte sulla crisi dei mutui subprime e assume le vesti di una 'retata' su Wall Street. Le prime due vittime sono due ex manager di Bear Stearns, arrestati dall'Fbi con l'accusa di frode, complotto e insider trading. Ma la lista è lunga: nell'ambito dell' 'operation malicious morgages', le autorità hanno incriminato 406 persone da marzo a ieri, quando è stata resa nota l'operazione.

Ralph Ciotti e Matthew Tannin, manager di hedge fund falliti che facevano capo a Bear Stearns, sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni a Manhattan e nel New Jersey e ora si trovano a dover rispondere davanti alle autorità del fallimento dei fondi speculativi che hanno acceso la miccia della crisi subprime. L'indagine in corso non si fermerà a questi primi due arresti. Su Ciotti e Tannin pesa l'accusa di inganno a scapito degli investitori: dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori.

A inchiodare Ciotti e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail: Tannin dal suo indirizzo di posta elettronica privato proponeva a Ciotti di discutere della chiusura degli hedge fund. Proposta che Cioffi accettava invitandolo nella sua casa in New Jersey. Ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi ma, nonostante questo, quattro giorni dopo, nel corso di una conference call, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c'erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido.

Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari. "Il suo fondo è stato il primo a fallire e questo lo rende una preda facile, ma non significa che abbia fatto qualcosa di sbagliato", spiega l'avvocato di Cioffi, Edward Little, sottolineando che "perdere soldi non è un crimine". "Il mio cliente è innocente ed è il capro espiatorio per un'estesa crisi dei mercati", afferma invece uno dei legali di Tannin, Susan Brune. "C'é molta pressione politica ad andare avanti nelle indagini in questo settore", constata Dan Richman, ex pubblico ministero e ora professore alla Columbia Law School.

Nell'illustrare i risultati preliminari dell'indagine e spiegare le motivazioni alla base dell'arresto di Cioffi e Tannin, le autorità sottolineato che "gli arresti degli ex manager di Bear Stearns forniscono la magnitudine e la grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica", tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell'andamento reale dei propri investimenti. Cioffi e Tannin non sono i primi a scivolare su uno scambio di e-mail: prima di loro si erano cacciati nei guai con la posta elettronica Henry Blodget (Merrill Lynch), Jack Grubman (Citigroup) e Frank QUattrone (Credit Suisse First Boston).