La crisi dell’Spd: senza un leader va allo sbando

da Berlino

Risultati elettorali deludenti, liti interne, mancanza di una leadership forte. È un quadro desolante quello che offre in questi giorni l'Spd, la socialdemocrazia tedesca, confermato dall'ultimo sondaggio. Se oggi si votasse solo il 13% dei tedeschi sceglierebbe come Cancelliere il leader socialdemocratico Kurt Beck mentre ben il 56% preferirebbe Angela Merkel, leader della Cdu, principale partito dello schieramento di centrodestra. Un dato devastante a poco più di un anno dalle elezioni politiche tanto che è circolata la voce che nel tentativo di risollevare le sorti dei socialdemocratici verrebbe richiamato alla guida del partito il popolarissimo e al di sopra delle parti Franz Müntefering, l'ex-vice Cancelliere improvvisamente ritiratosi dalla politica per assistere la moglie malata. La voce è stata poi smentita, ma il fatto che sia circolata indica lo stato di sbandamento in cui si trova l'Spd.
Eppure alle elezioni del 2005, sotto la guida del moderato Schröder, l'Spd riuscì quasi a pareggiare con la Cdu e solo per un soffio non conquistò la Cancelleria. Ma da allora molte cose sono successe. Soprattutto, la nascita del nuovo partito di estrema sinistra, Die Linke, scaturito dal matrimonio tra i neocomunisti della ex Ddr e i transfughi della sinistra socialdemocratica guidati da Oskar Lafontaine, ha spaccato il tradizionale elettorato della Spd, che nella speranza di bloccare la fuga di consensi ha ceduto ad una tentazione antica: quella di presentarsi come partito che riunisce moderati ed estremisti. Così il partito ha offerto un'immagine contraddittoria che ha disorientato sia gli elettori di centro sia quelli vicini ai gruppi della protesta sindacale.
Un esempio di questa linea a zig zag si è avuto alle regionali di Amburgo dove la Spd, come candidato alla guida del Land, ha presentato un personaggio dell'ala moderata, ma pochi giorni prima del voto Beck ha lanciato segnali concilianti verso l'estrema sinistra. Risultato: l'Spd ha ottenuto cinque punti in meno di quanto previsto da tutti i sondaggi. Ancora più clamoroso quanto è avvenuto in Assia. Prima del voto la candidata della Spd, Andrea Ypsilanti, disse che mai avrebbe governato con l'aiuto degli estremisti della Linke. Ma dopo il voto si rimangia la promessa e si dice disposta ad accettare l'appoggio esterno dei neocomunisti, essendo questa l'unica possibilità per la Spd di governare il Land. Ma al momento della conta, risulta che nella Spd non tutti concordano sull'apertura all'estrema sinistra, mancano i numeri. Quindi niente governo ma rimane l'accusa di Wortbruch (tradimento). «La Spd ha perso di credibilità», scrivono i giornali tedeschi. Difficile dar loro torto.