La crisi dell'auto colpisce la F1 e la Honda dice addio al circus

La crisi mondiale dell'economia fa tremare anche la Formula 1. Honda annuncia ufficilamente il ritiro dalle corse: "La stagione 2008 è stata l'ultima. Cerchiamo un acquirente per la nuova annata di corse". Ma il tempo stringe, il campionato parte il 29 marzo

Tokyo - La crisi mondiale dell’economia fa colpino anche nel mondo dorato della Formula 1. Honda, colosso giapponese delle due e quattro ruote, ha deciso di dire basta con le corse. Intende vendere la sua scuderia o addirittura chiuderla, se non si troverà un acquirente. E le stesse fonti cheaveva fatto trapelare la notizia in anteprima avevano indicato possibili nuovi sviluppi in negativo da altri team, vista l’insostenibilità dei costi. "Abbiamo un mese per trovare un nuovo proprietario, o la scuderia chiude": questa la rivelazione di Ross Brawn, l’ex direttore tecnico Ferrari oggi alla Honda, e di Nick Fry, durante un incontro tra dirigenti della Fota, l’associazione dei team.

Risparmio Il ritiro di Honda dalla Formula 1 porterà al risparmio di circa 50 miliardi di yen (420 milioni di euro), pari alle risorse spese annualmente per tenere in piedi la squadra nel circuito. "Lo scenario dell’auto a livello globale è peggiorato e rende la ripresa del settore difficile: per questo - ha spiegato il numero uno del secondo costruttore giapponese, Takeo Fukui in conferenza stampa - abbiamo deciso di utilizzare le risorse aziendali nel modo più efficiente possibile".

Vendita "La Honda deve proteggere le sue attività core business e mettere al sicuro il lungo periodo mentre continuano a crescere incertezze diffuse nell’economia globale - ha detto Fukui -. Ci consulteremo con i partner di Honda Racing F1 e il suo fornitore di motori Honda Racing Development sul futuro delle due società. Questo comprenderà la messa in vendita della scuderia", ha affermato. Fukui, che nei mesi scorsi aveva detto che avrebbe speso "un milione di miliardi di yen" per fare della Honda la scuderia vincente in Formula 1, ha aggiunto: "Ma a questo punto non abbiamo piani di ritorno. Non abbiamo in programma di fornire motori ad altri. Non vogliamo essere fuori dallo sport solo a metà". La Honda avrà poco tempo per trovare un acquirente per la scuderia, visto che la stagione 2009 inizierà in Australia il prossimo 29 marzo.

Montezemolo Il presidente della Fota, Luca di Montezemolo, è stato informato dai dirigenti della Honda della decisione di ritirarsi dal mondiale 2009 e la "Fota (Formula one team association) si augura che il patrimonio di conoscenze tecnologiche della squadra di Brackley non vada disperso e che possa essere possibile riprendere al più presto la sfida sportiva". Lo afferma in una nota il presidente della Fota, Luca Cordero di Montezemolo che interpretando i sentimenti di tutti i componenti dell'associazione ha espresso "il suo grande apprezzamento per le qualità umane e professionali di Ross Brawn, Team Principal della Honda, e Nick Fry, CEO della Honda Racing F1 Team".

Honda, esordio nel '64: mai tra i big  Quasi cento gran premi disputati, appena tre vinti. Il passaggio come scuderia della Honda nel mondo della formula 1 si divide in due fasi, ma non è stato di quelli che lasciano il segno, almeno sul piano dei risultati. Il team giapponese ha fatto il suo esordio tra le monoposto nel 1964, presentando una squadra completamente nipponica e con una macchina progettata in casa (telaio e propulsore). Il ritorno sulla scena avviene a quarant’anni di distanza da quella prima avventura, quando nel 2006 la casa del Sol Levante torna sulla griglia di partenza con una scuderia che porta il suo nome - Honda Racing F1 Team -, dopo aver rilevato la Bar di cui era già partner tecnologico.

I maggiori risultati sul piano agonistico la Honda però li ha ottenuti dietro le quinte, ovvero come fornitore di motori in Formula 1 nel decennio tra il 1983 e il 1992 e poi ancora, ma con meno fortuna, tra il 2000 e il 2005. Come team invece i successi non sono stati numerosi: il primo però non si è fatto attendere, perchè è nel 1965 che la Honda si aggiudicò il Gp con la vittoria di Richie Ginther in Messico. Il primo stop arrivò a quattro anni dall’esordio, nel 1968: la decisione dopo la morte del pilota Jo Schlesser al volante della Honda nel Gran premio di Francia, ma anche per la crisi della società sui mercati finanziari americani.

Dopo anni di silenzio la Honda torna in formula 1 nel 1983, stavolta però solo come fornitore di motori. Tra le scuderie che si avvalsero dei propulsori Honda Lotus, McLaren, Tyrrell e Williams. Il bottino è ricco, con sei titoli costruttori e cinque piloti vinti. Poi ancora una lunga pausa per la casa giapponese, con il rientro alle gare nel 2000 con la Bar, che non ottenne però mai risultati di valore. Come fornitore di motori la Honda vanta 252 Gp disputati e 69 vinti. L’ultimo balzo tra i team protagonisti del campionato, la Honda prova a farlo nel 2006, dopo aver acquisito la Bar: nonostante l’impegno economico i risultati non sono brillanti per la coppia di piloti Rubens Barrichello e Jenson Button. Ma è proprio l’inglese che nello stesso 2006 riesce a vincere il Gp d’Ungheria. Il 2007 è stato invece da dimenticare per la scuderia, che chiude all’ottavo posto il mondiale con solo sei punti. In ombra anche l’annata appena conclusa: 14 i punti messi a segno e il penultimo posto nella classifica costruttori. Ora la nuova uscita di scena, stavolta per colpa della crisi economica mondiale.