Crisi, divorzi lumaca e boom di convivenze: e in Italia non si sposa più nessuno

Secondo l'Istat, dal 1970 a oggi il numero dei matrimoni sì è dimezzato per le difficoltà di trovare casa e di mantenere i figli. L'allarme degli avvocati del settore: persino a Roma, culla della cristianità, le nozze civili superano quelle religiose

Questo matrimonio non s'ha da fare: e infatti in Italia non si sposa quasi più nessuno. Lo ha scoperto l'Istat, che in una ricerca ha accertato come dal 1970 a oggi nel nostro Paese il numero delle celebrazioni si sia ridotto della metà. Se poi a questo fenomeno si aggiunge l'esorbitante numero di separazioni e divorzi che si consumano ogni anno (quattro matrimoni su dieci finiscono in tribunale), ci si accorge che l'istituto delle nozze è in stato comatoso.
Secondo Gian Ettore Gassani, presidente nazionale Associazione avvocati matrimonialisti italiani, «occorre però analizzare a fondo le cause di questa situazione». In primo luogo, «la crisi economica che ci attanaglia e che è assolutamente disincentivante per i più giovani a fare il grande passo». Affitta o acquistare un immobile è diventato un lusso proibitivo, soprattutto nelle regioni centro settentrionali. E la disoccupazione giovanile, specie quella femminile, «non consente progetti così importanti».
Poi c'è la paura del fallimento. «Se la coppia si rompe - spiega l'avvocato Gassani - aumentano le spese e il rischio di una di povertà insostenibile, per non parlare delle insopportabili attese nei processi di separazione e divorzio». Terza causa è da ricercare nella volontà di molte coppie di vivere insieme creando strutture familiari del tutto simili a quelle delle coppie coniugate. Oggi in Italia circa due milioni di persone convivono more uxorio ed ogni anno, da tali rapporti, nascono centomila bambini. Il quarto motivo è il timore di mettere al mondo figli e di non poterli mantenere. «E' quindi evidente - insiste l'avvicato - che allo stato attuale il matrimonio è un lusso e non più una libera scelta di vita. Mmancano del tutto o quasi politiche familiari che possano favorire le nozze e la procreazione».
C'è di più: i matrimoni civili sono in netto aumento rispetto al passato. Persino a Roma, nella culla del cattolicesimo, stanno superando numericamente quelli religiosi. Conclusione: l'Italia si sta collocando agli ultimi posti europei per percentuale di matrimoni celebrati.