Crisi a Dubai, Abu Dhabi frena: "Non garantiti tutti i debiti"

Il governo di Abu Dhabi fa sapere che aiuterà i suoi vicini a salvare <em>Dubai World</em>, ma senza garantire l'intero ammontare del debito: interventi valutati caso per caso<br />

Milano - Abu Dhabi, la ricca capitale degli Emirati arabi di cui fa parte anche Dubai, fa sapere di essere pronta a fare la propria parte per aiutare l'indebitata Dubai World. Ma senza esagerare. Cosa sta a significare? Non verrà garantito l'intero ammontare del debito e si interverrà valutando caso per caso. "Controlleremo gli impegni di Dubai - dichiara per telefono un membro dell'esecutivo di Abu Dhabi, che ha preferito mantenere l'anonimato - e li affronteremo caso per caso. Questo non significa che Abu Dhabi garantirà tutti i debiti".

La grave crisi Il panico, a Dubai, è esploso mercoledì scorso quando l’emirato, famoso in tutto il mondo per lo stile di vita opulento e per i grattacieli altissimi, ha fatto sapere di aver chiesto una moratoria di sei mesi per ripagare i prestiti della potente holding statale Dubai World e di Nakheel, la controllata attiva nel settore immobiliare, un fatto ha provocato il crollo dei mercati, causando il risentimento degli investitori. "Alcune delle realtà del Dubai sono commerciali, semi-governative. Abu Dhabi vedrà dove e quando intervenire", ha precisato il funzionario, che ha chiesto di restare anonimo perché non autorizzato a rilasciare dichiarazioni ai media.

Il maxi debito Al centro della vicenda c’è il debito da 59 miliardi di dollari della Dubai World e della controllata Nakheel, che ha costruito le isole a forma di palma per personaggi famosi. Dubai ha ritardato il pagamento del debito della Nakheel di sei mesi annunciando la decisione alla vigilia di una lunga festività.