Crisi, Europa in rosso dopo le parole di Paulson Banche, Tremonti: chi fallisce a casa o in cella

Non si arresta l'emorragia sui mercati mondiali. Pochi i settori al riparo dal
crollo delle spese dei consumatori. In calo le principali piazze del Vecchio Continente <strong><a href="/a.pic1?ID=305350">dopo aver bruciato 207 miliardi</a></strong>. Milano perde il 2,24%. Il segretario del Tesoro Usa Paulson: &quot;La fine della crisi è ancora lontana&quot;. Tremonti: <strong><a href="/a.pic1?ID=305582">&quot;Il Tesoro interverrà con le obbligazioni&quot;</a></strong>

Milano - Le dichiarazioni del segretario al Tesoro Usa Paulson, che ha indicato che la fine della crisi è ancora lontana, hanno trascinato al ribasso Wall Street e di conseguenza gli indici europei dopo una mattinata di rialzi. Il Cac40 di Parigi ha chiuso in calo del 3,07%, il Dax di Francoforte del 2,96% e il Ftse100 di Londra dell’1,52%. Milano è stata la piazza migliore dopo il tonfo della vigilia con il Mibtel in calo del 2,24% e l’S&p/Mib del 2,33%. Hanno tenuto Tenaris e Unicredit, quest’ultima nel giorno dei conti. E' scivolata ancora Intesa Sanpaolo.

Piazza Affari La Borsa di Milano chiude con un netto ribasso una seduta che era partita sotto i migliori auspici: l’indice Mibtel, che nel finale perde il 2,24% a 15.834, in mattinata aveva segnato rialzi fino al 2% rispetto a ieri, e un massimo a quota 16.517. Fin dall’inizio l’andamento del listino è stato contrastato: da un lato, rialzi consistenti per Unicredit e i titoli del comparto energetico, dall’altro flessioni pesanti per bancari (Bpm e Intesa Sanpaolo) e assicurativi (FonSai) che hanno annunciato trimestri negativi. Ma nel pomeriggio, dopo le dichiarazioni del Segretario al Tesoro americano Paulson su probabili nuovi interventi pubblici, e la reazione negativa di Wall Street, le vendite sono tornate a prevalere anche sugli energetici, con le sole eccezioni di A2a e Tenaris, e su tutti gli industriali, oltre che accentuarsi sui titoli che già perdevano. Solo Unicredit, che stamattina ha diffuso i dati con un utile in calo meno marcato rispetto alle previsioni degli analisti, ha mantenuto fino alla fine il segno positivo. 

Paulson: no agli asset tossici Il segretario al Tesoro Usa Paulson prende le distanze riguardo all’acquisto di asset legati ai mutui problematici utilizzando il fondo di salvataggio da 700 miliardi di dollari. Paulson si dice, invece, a favore di un secondo round di iniezioni di capitale nelle istituzioni finanziarie che accompagnino gli aumenti di capitale sottoscritti dai privati. In un aggiornamento sulle azioni del Tesoro a sostegno del sistema finanziario, Paulson afferma che il suo staff ha continuato a esaminare i benefici degli acquisti di asset illiquidi legati ai mutui nell’ambito del cosiddetto piano Tarp (Troubled Asset Relief Program). "La nostra valutazione in questo momento è che questo non è il modo più efficace per usare i fondi Tarp, ma continueremo a esaminare se le forme specifiche di acquisti di asset possano giocare un ruolo utile, relativamente ad altri potenziali utilizzi di risorse Tarp", ha detto Paulson in una conferenza stampa.

Euribor ancora giù Tensioni ancora in calo sull’interbancario: l’Euribor a tre mesi, riferimento che le banche utilizzano per basare le proprie politiche nei mutui ipotecari, è stato fissato stamani al 4,286% (4,343% nella vigilia), che corrisponde al livello più basso dal 3 agosto 2007. Stessa direzione per gli altri tassi: quello a un mese al 3,914% (3,954%) e quello a sei mesi al 4,345% (4,399%).

Asia tra speranza e pessimismo La maggior parte dei mercati asiatici registrano oggi ribassi contenuti, combattuti tra l’inesauribile flusso di cattive notizie provenienti dalle aziende e l’annuncio negli Stati Uniti di un piano per aiutare i proprietari di case a pagare le rate dei mutui. Il timore di un crollo del gigante statunitense dell’auto General Motors continua a gravare sull’umore degli investitori, che sono preoccupati anche per i consumi degli Stati Uniti all’approssimarsi delle feste di fine anno. La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un ribasso dell’1,29 per cento. Sempre in chiusura, Sydney ha perso lo 0,85 per cento, la Nuova Zelanda lo 0,98 per cento, Seoul lo 0,43 per cento e Taipei lo 0,50 per cento. A metà seduta, Hong Kong perdeva l’1,87 per cento. Verso le 7 (ora italiana), Shanghai era stabile (-0,07 per cento), Bombay perdeva lo 0,97 per cento e Singapore lo 0,76 per cento. «L’economia mondiale continua a indebolirsi a causa dei problemi degli Stati Uniti» ha commentato Hiroishi Nishi, agente di Nikko Cordial alla Borsa di Tokyo. Secondo lui, gli investitori "sono combattuti tra il pessimismo e la speranza di nuove misure di rilancio" nell’America del Nord e altrove nel mondo.

General Motors al collasso Nuova giornata nera per General Motors, che vede i minimi dal 1942. La casa automobilistica chiude in calo del 13,10% a 2,92 dollari. L’ennesima flessione, la quinta consecutiva, sembra avvicinare lo spettro della bancarotta per la casa di Detroit. Alcuni analisti, comunque, avvertono che la bancarotta con il Chapter 11 potrebbe non essere sufficiente per Gm, in quanto le banche potrebbero continuare a essere scettiche nel concedere finanziamenti. La speaker della Camera, Nancy Pelosi, chiede una "azione immediata" a sostegno dell’industria automobilistica. Il fallimento "di una o più fra le maggiori case automobilistiche americane" avrebbe "un impatto devastante sulla nostra economica", avverte Pelosi, spiegando come "ogni eventuale aiuto d’emergenza all’industria automobilistica sarebbe condizionato a restrizioni sui compensi dei vertici, al divieto di paracadute d’oro, a una supervisione rigorosa".