La crisi europea mette in pericolo la ripresa

Il Fmi lancia l’allarme: le tensioni possono ripercuotersi sull’economia reale. La Spagna colloca bond con rendimenti raddoppiati Bruciati oltre 80 miliardi nelle Borse del Vecchio continente. La moneta unica sotto gli 1,34 dollari. Gli Usa tagliano le stime sul Pil<br />

Un’altra giornata di passione per i mercati, quella di ieri, con le Borse europee che hanno lasciato sul terreno 81 miliardi di capitalizzazione e con l’euro scivolato sotto gli 1,34 dollari. Mentre a Dublino si discute il piano di sostegno dell’Irlanda, crescono i timori che il contagio possa estendersi a Portogallo e Spagna. Madrid ha collocato ieri 3,26 miliardi di titoli pubblici a un rendimenti doppio rispetto al mese scorso. Un eventuale salvataggio spagnolo prosciugherebbe il fondo europeo da 750 miliardi. Preoccupato John Lipsky, numero due del Fmi: le tensioni sul debito europeo mettono a rischio la ripresa globale. Poco sereni anche gli Stati Uniti: nella minute della riunione del 2-3 novembre, la Fed ha tagliato le stime di crescita sul Pil Usa del 2010 e del 2011: rispettivamente al 2,5% e al 3-3,6% dal 3,3% per quest’anno e dal 3,5-4,2% per il prossimo delle stime precedenti. Riviste inoltre al rialzo le stime sulla disoccupazione 2011 dall’8,3-8,7% all’8,9-9,1%.