La crisi frena bar e ristoranti: in nove mesi chiudono in 634

Il 2009 sarà ricordato come un anno storico per i pubblici esercizi, ma non in positivo: per la prima volta il numero di imprese iscritte nei 12 mesi non supererà quelle cessate. Da gennaio a settembre, in particolare, hanno chiuso i battenti 634 tra bar e ristoranti italiani, principalmente al Nord. «Il trend non solo sarà confermato, ma probabilmente avrà numeri ancora più negativi», ha detto all’Ansa, Edi Sommariva, direttore generale di Fipe-Confcommercio, la Federazione dei pubblici esercizi.
«È un dato “storico” - spiega Sommariva - perché mai si era registrato un bilancio con il segno meno su un arco di quasi un anno». Da gennaio a settembre sono state iscritte 15.738 imprese, mentre ne sono cessate 16.372. A chiudere sono soprattutto i «piccoli» con meno di 5 addetti e le realtà a conduzione familiare situati nei piccoli centri, mentre il 40% delle nuove aperture è dovuto agli immigrati nelle grandi città. I dati peggiori si registrano al Nord con L’Emilia-Romagna; mentre al Centro è andato male soprattutto il Lazio e al Sud la Sicilia. Soltanto in sei Regioni il dato è positivo: Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna. Un turn over imprenditoriale che, secondo la Fipe, si dimostra particolarmente elevato in Lombardia, dove hanno chiuso 2.449 imprese su 2.589 iscritte. Mortalità di esercizi rilevante anche in Piemonte e Veneto sebbene un’altrettanta elevata natalità abbia consentito di contenere le «perdite».