Crisi del gas Ortis indaga

da Milano

Snam Rete Gas prevede che entro il 2010 la domanda di gas aumenterà di quasi 10 miliardi di metri cubi l’anno: dagli 86 miliardi del 2005 ai 95 appena fra quattro anni. Ma intanto il ministero delle Attività produttive ha inviato una lettera a Eni, Enel ed Edison con l’accusa di non aver rispettato le procedure per l’emergenza gas, mentre l’Autorità per l’energia ha avviato istruttorie in merito all’uso improprio degli stoccaggi da parte di alcune società di vendita del gas naturale. E in questo secondo caso a finire sotto accusa sono ben nove gruppi: Eni, Edison, Enel, Energia, Gas Natural Italia, Gas Plus, Gaz de France, Hera e Italtrading. In particolare, queste società avrebbero utilizzato il gas stoccato per finalità diverse da quella per cui è stata riconosciuta la priorità di accesso al servizio nell’anno termico si stoccaggio 2004-2005 e nel periodo compreso tra il primo novembre e il 31 dicembre 2005: in altri termini le società hanno prelevato dagli stoccaggi quantitativi superiori a quelli che sarebbero stati necessari a servire i clienti finali come l’utenza domestica, utilizzandoli a fini commerciali o di produzione di elettricità. Ma torniamo a Snam: secondo la società, che ha presentato ieri i conti del 2005, nel 2015 la domanda di gas dovrebbe salire ulteriormente a 106 miliardi di metri cubi l’anno, con un sostanziale incremento del termoelettrico. L’aumento del fabbisogno vede anche un incremento delle stime di importazione di gas naturale che, rispetto alle stime del 2005, sono previste in aumento di 14 miliardi di metri cubi l’anno nel 2010, di 28 miliardi nel 2015. In sostanza, hanno spiegato i vertici del gruppo di San Donato Milanese, si assiste a una riduzione della produzione nazionale di gas e a un contestuale aumento della domanda, per cui viene stimato un incremento delle importazioni di gas in Italia. Il presidente Alberto Meomartini ha però detto che non ci saranno strozzature sulla rete. Il direttore generale della società, Carlo Malacarne, ha detto che non è stata ancora esaminata la possibilità di una fusione con Terna (la società che gestisce la rete elettrica), e che invece c’è un interesse per la società che gestisce gli stoccaggi, la Stogit, ma che l’Eni non ha ancora mostrato disponibilità a vendere. Il gruppo ha chiuso il 2005 con un utile netto in calo del 2,6% a 524 milioni, un utile operativo di 975 milioni (978 milioni nel 2004) e ricavi complessivi per 1.806 milioni, in linea con il 2004 (1.803 milioni). Il cda proporrà all’assemblea del 27 aprile (28/4 in seconda convocazione) la distribuzione di un dividendo di 17 centesimi (-15% rispetto ai 20 centesimi distribuiti nel 2005), con stacco della cedola il 22 maggio e in pagamento dal 25 maggio. In seguito all’annuncio Snam ha perso l’1,8% a Piazza Affari.