La crisi del gas plana sul tavolo del G8

Putin potrebbe annunciare la restituzione anticipata del debito estero

nostro inviato a Mosca

La presidenza russa del G8 si apre stasera con una riunione dei ministri finanziari su cui aleggia una forte ed esplicita preoccupazione sulla sicurezza delle forniture di gas naturale. I Paesi europei del gruppo, in particolare Francia, Italia e Regno Unito, con l’appoggio della Commissione europea, intendono porre la questione energetica al centro del vertice.
I tagli alle consegne di gas delle ultime settimane, che hanno riguardato in particolare il nostro Paese, incominciano a porre qualche problema sull’affidabilità dei fornitori, e sulla loro capacità di far fronte agli impegni contrattuali in momenti di fortissimo consumo causato dal freddo, come l’attuale. Ma più in generale in un contesto di grande crescita economica in Asia, con quel che ne consegue in termini di richiesta di energia. La Francia, secondo anticipazioni, intende utilizzare il vertice moscovita per proporre al governo russo un piano di incentivi finanziari in cambio della liberalizzazione energetica e di investimenti nella ricerca di nuovi campi petroliferi, e nella costruzione di nuovi gasdotti e oleodotti.
Inoltre, gli europei chiederebbero ai russi di ratificare l’Energy Chart Treaty, il trattato che regola il transito transfrontaliero di petrolio e di altre forme di energia, aprendo così le pipeline al gas di altri produttori ex sovietici, e rompendo il monopolio del gigante Gazprom. La Commissione di Bruxelles avrebbe preparato una nuova versione del protocollo nella speranza che Mosca, dopo averlo firmato, lo ratifichi. Tutti questi progetti, tuttavia, non sembrano interessare i russi, che non intenderebbero indebitarsi per investire in nuove strutture di trasporto d’energia. E non manca chi, alla vigilia del summit, fa notare come suoni strana la richiesta di liberalizzazione da parte di un Paese come la Francia, dove il monopolio energetico statale è ancora molto forte.
Sul fronte della sicurezza energetica la discussione sarà ampia. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti offrirà un proprio contributo, anche se non sarà presentato un «position paper» italiano, come era stato ipotizzato in precedenza. Una qualche forma di garanzia, comunque, i russi dovranno concederla per evitare che l’esordio alla presidenza del G8 - a quindici anni dal primo invito a Mikhail Gorbaciov al G7 di Londra - venga macchiata da una disputa.
Sarà lo stesso Vladimir Putin, insieme al suo ministro Aleksey Kudrin, a ricevere i ministri finanziari di Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito, Francia, Italia, Germania per una cena al Cremlino, alla quale farà seguito un concerto. Putin farà certamente un accenno alla questione energetica, così come parlerà del progetto di restituire in anticipo parte del debito estero del suo Paese - si parla di una cifra fra gli 11 e i 12 miliardi di dollari - ai creditori del Club di Parigi; la somma dovrebbe essere a sua volta destinata alla cancellazione del debito dei Paesi più poveri del Terzo mondo, facendo seguito agli accordi del G8 di Gleneagles. Altri argomenti in agenda riguardano la lotta alle malattie infettive (e qui l’Italia parlerà di come si sta evolvendo il piano sui vaccini approvato nel dicembre 2005 a Londra), la scolarizzazione dei giovani nei Paesi più poveri, la «governance» economica, il contrasto alle fonti finanziarie che alimentano il terrorismo.
Non si parlerà invece di cambi, e di altre materie strettamente finanziarie: in questo settore il G8 ridiventa infatti G7 più uno, almeno fino a quando Mosca non liberalizzerà completamente i movimenti finanziari e renderà pienamente convertibile il rublo, come previsto per il 2007. I governatori delle banche centrali non partecipano a questo vertice. Ai ministri del G8 si uniranno invece, per un incontro, i colleghi di Cina, India, Brasile e Sudafrica, in rappresentanza delle nazioni emergenti a elevata crescita economica. Anche loro, prima o poi, faranno il loro ingresso nel Club.