È crisi. Ma il governo nega tutto

Dopo aver disinnescato, almeno per ora, lo scontro tra Mastella e Di Pietro e posticipato il varo del pacchetto sicurezza, la maggioranza tenta di ritrovare un minimo di coesione per poter andare avanti. Intanto Napolitano invita Cdl e Unione a un'<strong> <a href="/a.pic1?ID=215574">intesa per le riforme</a></strong>

Roma - Pur avendo disinnescato lo scontro Mastella-Di Pietro, e posticipato il varo del pacchetto sicurezza, governo e maggioranza si preparano a fare i conti con un’altra delicata giornata con l’opposizione sopra le barricate e con il pressing del Capo dello Stato perché si affermi tra i poli un "clima di concentrazione costruttiva" in modo da garantire le riforme istituzionali che il Paese attende.

Il dibattito politico, oltre che sulla finanziaria, oscilla principalmente sul dopo-Prodi e su possibili nuove elezioni. L’Unione tenta di ritrovare coesione. A partire dalle dichiarazioni del presidente della Camera, Fausto Bertinotti che dice: "Io auspico, anche per correttezza istituzionale, che il Governo completi la legislatura e gli elettori siano in condizioni di fare un bilancio dell’intera legislatura. Certamente - ha proseguito Bertinotti - ribadisco che, cosa che non mi auguro, se il Governo dovesse cadere, toccherà al presidente della Repubblica decidere secondo scienza e coscienza".

Rutelli: "La crisi non è affatto inevitabile" Sulla tenuta del governo scende in campo anche il vicepremier Francesco Rutelli che in una intervista afferma "dobbiamo assoluto rispetto alle prerogative del Capo dello Stato. Ma se mi si chiede un’opinione politica, è che dopo il governo Prodi ci siano solo le elezioni". Per Rutelli "la crisi non è affatto inevitabile: è stata annunciata infinite volte. E sempre, ancora ieri, la maggioranza ha superato la prova".

Chiti: "Si facciano le riforme" Analoga la posizione del ministro per i Rapporti con il parlamento Vannino Chiti, secondo il quale: "Faccio gli scongiuri, io voglio che il governo vada avanti e si facciano le riforme. Non mi pongo scenari alternativi". Ed è proprio sul terreno delle riforme che interviene il Capo dello Stato il quale auspica di trovare intese tra maggioranza e opposizione per approvarle. E in tal senso avverte: "esistono esigenze vitali che dovrebbero esserne tenute fuori". Prima fra tutte le riforme. Bisogna giungere a un "clima di maggior concentrazione costruttiva" che permetta di riformare "il sistema politico ed istituzionale".

La Cdl incalza: governo paralizzato Quanto all’opposizione "vista la resistenza che sta dimostrando, la capacità di rimanere abbarbicato alla poltrona, Prodi è come l’edera" dice il capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani. Mentre An, pur concordando "in linea di principio" con le parole di Napolitano "non possiamo non osservare che con questo governo ormai paralizzato su tutto dai veti delle due anime della maggioranza, pensare di fare riforme condivise è utopistico". Per l’Udc "un governo deve governare, non può dipendere dalle liti da pollaio tra Mastella e Di Pietro" spiega il leader dei centristi, Pier Ferdinando Casini.