Crisi? Per Gtech (Lottomatica) fare utili è un gioco

New York. È un brutto momento per Wall Street, ma qualche miglio più a nord, a Providence (Rhode Island) al quartiere generale di Gtech, i venti della bufera sono molto attenuati. Gtech, 1,6 miliardi di euro di fatturato nel 2007 e 702 milioni di utili netti, è l’azienda leader nella tecnologia e nei sistemi per la gestione di scommesse e lotterie elettroniche acquistata un paio di anni fa da Lottomatica (gruppo De Agostini) per 4,8 miliardi di dollari. Un business, quello di Gtech e Lottomatica, che risente poco del calo dei consumi (margine lordo nel primo semestre 2008 uguale a quello del 2008: il 42%) e che, paradossalmente, in un clima finanziario che si è fatto più difficile trova nuovi spazi di espansione. E non solo in Paesi dove la passione del gioco è consolidata, come in Italia, dove Lottomatica tra scommesse sportive, videopoker, gratta e vinci e lotterie realizza quasi la metà del suo fatturato. Spiega Donald Sweitzer, vice presidente della società: «A livello globale, la crescita del mercato di scommesse e lotterie è costante, anche nei mercati maturi. Ma, soprattutto ci sono enormi opportunità laddove finora i governi hanno dato poche concessioni». Il perché è facile da capire: giochi, scommesse e lotterie rappresentano una importante fonte di introiti per i bilanci pubblici. In tempi di crisi economica e deficit pubblici in salita, finanziarsi dando in concessione giochi e scommesse è un’opzione molto più attraente che non quella di alzare le tasse o tagliare spese.