Crisi Iran, spunta un nuovo video Blair: "La trattativa va avanti"

Un nuovo filmato mostra i soldati inglesi prigionieri in Iran. Il premier britannico apre sulla proposta del ministro degli Esteri di Teheran: &quot;Se vogliono il dialogo la nostra porta è sempre aperta&quot;. Ma Ahmadinejad attende &quot;un passo indietro&quot; dai britannici. <a href="/a.pic1?ID=168680"><strong>Bush: no a scambi di prigionieri</strong></a>

Londra - Sorridenti e rilassati. Così appaiono, in due nuove immagini pubblicate oggi dall'agenzia Fars, sei dei quindici marinai e militari britannici catturati dalle autorità iraniane il 23 marzo scorso. Istantanee che il governo di Teheran ha deciso di divulgare proprio mentre la diplomazia di Londra sta producendo il massimo sforzo per ottenerne il rilascio. Il primo ministro Tony Blair ha definito le prossime 48 ore «cruciali» per l'esito della trattativa, ma ha minacciato «decisioni gravi» in caso di fallimento. Una politica della fermezza sposata in pieno dal presidente Usa George W. Bush. Mentre in Iraq c'è la conferma che è libero il secondo consigliere dell'ambasciata di Teheran - sequestrato in circostanze misteriose - e il governo di Baghdad promette impegno per ottenere il rilascio di cinque cittadini iraniani arrestati a gennaio dall'esercito americano. Sul fronte della crisi diplomatica tra Londra e Teheran, quella di oggi è stata dunque una giornata impegnativa. Le diplomazie dei due paesi si sono messe al lavoro di buon mattino per trovare una soluzione pacifica della contesa. L'impressione è che si sia entrati nella fase più 'caldà della trattativa e non a caso Tony Blair ha definito i prossimi due giorni «assolutamente cruciali» in vista di una risoluzione positiva. Una via diplomatica che - ha tenuto a precisare il premier - non prelude però ad alcuna concessione. Unica alternativa al «negoziato pacifico» è, infatti, la scelta di «decisioni sempre più ferme» da parte del governo britannico.

Londra, dunque, tratta ma senza cedere il passo. Una politica del pugno duro sposata e apprezzata dal presidente americano George W. Bush. L'inquilino della Casa Bianca ha espresso la propria solidarietà al governo britannico, ribadendo il proprio «appoggio agli sforzi» di Blair «per risolvere questa vicenda in modo pacifico», ma anche totale sostegno «alle dichiarazioni del primo ministro che ha detto che non ci dovrebbe essere contropartita». In questo contesto, intanto, si inserisce il rilascio del secondo consigliere dell'ambasciata di Teheran in Iraq, avvenuto ieri ma annunciato, forse non casualmente, solo oggi. Jalal Sharafi, che secondo alcune fonti anonime sarebbe stato trattenuto dai servizi di intelligence di Baghdad, è stato rilasciato dopo quasi due mesi dal rapimento, avvenuto il 6 febbraio scorso. Sharafi sta già rientrando in Iran, mentre il governo di Baghdad ha confermato di essere impegnato in un «intenso» lavoro diplomatico per ottenere il rilascio di altri cinque cittadini iraniani, arrestati a gennaio dall'esercito statunitense a Irbil. I cinque, nonostante le ripetute rassicurazioni di Teheran, sono accusati dagli Stati Uniti di appartenere alla Guardia Rivoluzionaria Iraniana, che fornirebbe assistenza alle milizie sciite in Iraq. D'altra parte, come ha riferito il viceministro degli Esteri Ugo Intini che oggi a Baghdad ha incontrato il capo della diplomazia locale Hoshyar Zebari, lo stesso presidente Jalal Talabani ha inviato una lettera a Teheran sul problema dei confini contesi fra i due paesi e il sequestro dei marinai e militari britannici arrestati.

«Le autorità irachene sono convinte che il problema si risolverà prestissimo, forse, addirittura nelle prossime ore», ha detto Intini dopo l'incontro con Zebari. Intanto, nel pomeriggio, l'agenzia Fars ha pubblicato due nuove immagini di sei dei quindici britannici catturati dalle autorità di Teheran. L'unica donna del gruppo, Faye Turney, viene mostrata senza il foulard sulla testa che ha sempre indossato durante le precedenti 'apparizionì. Analogamente, gli altri militari ripresi nelle nuove istantanee non indossano l'uniforme ma comode tute. In una delle due immagini, si vedono gli ostaggi mentre, sorridenti, mangiano frutta e bevono caffè. Nell'altra, due colleghi appaiono concentrati durante una partita a scacchi. «Queste foto li mostrano in una situazione ideale», spiega la Fars, che nella didascalia a corredo delle foto aggiunge: «I marinai britannici stanno chiacchierando, mangiano frutta, bevono caffè e giocano a scacchi. Sembra che siano soddisfatti della loro situazione e che si trovino in buone condizioni, nonostante la difficile situazione nel Golfo Persico».