Crisi, Letta: "Lo Stato ricrei le regole" Il premier: mercoledì gli aiuti alle famiglie

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio auspica iniziative pubbliche che promuovano l’adozione di politiche di responsabilità sociale da parte delle imprese. &quot;Le istituzioni facciano la loro parte&quot;. <a href="/a.pic1?ID=307589" target="_blank"><strong>Berlusconi: presto provvedimenti</strong></a>. Borse Ue ancora giù

Roma - Nei «momenti difficili» dell’economia può essere necessario un intervento incisivo e diretto dello Stato per superare la congiuntura e ricreare regole di correttezza per le imprese. Questo il messaggio lanciato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, nel corso dell’intervento al Forum annuale su «Etica e responsabilità sociale dell’impresa» organizzato ieri da Cattolica Assicurazioni alla Pontificia università gregoriana di Roma. «Le iniziative pubbliche volte a promuovere politiche volontarie delle imprese - ha detto Letta - non escludono che in determinate situazioni storiche gli Stati siano chiamati a interventi più incisivi e diretti nell’economia».

Le istituzioni contro la crisi «In momenti difficili come quello che stiamo vivendo – ha aggiunto il sottosegretario - in cui la crisi dei mercati finanziari presenta ricadute sempre più evidenti anche sull’economia reale e cagiona gravi sofferenze a moltissimi individui, le istituzioni devono fare la loro parte per favorire il superamento della grave congiuntura economica e il ripristino di regole di condotta imprenditoriale informate a canoni di correttezza». 

Interesse e solidarietà «A lungo termine - ha sottolineato Letta - lo sviluppo armonico dei sistemi economici e sociali dipenderà soprattutto dalla capacità dei singoli individui, cittadini e imprenditori, di rileggere il concetto di “proprio interesse” anche in una chiave morale e superindividuale. Ciascuno, non solo i vertici delle imprese, è chiamato a farsi carico dei propri doveri di solidarietà sociale e, memore dell’insegnamento di Terenzio («Homo sum, humani nihil a me alienum puto», «Sono un uomo, niente di umano mi è estraneo»), a sentirsi partecipe di un destino più ampio». 

Responsabili per convinzione In particolare, il sottosegretario ha messo in evidenza come l’etica d’impresa sia un atteggiamento che nasce dal basso e non da scelte verticistiche e condizionamenti legislativi. Il cambiamento delle attitudini di acquisto da parte dei consumatori, sempre più informati, fa sì che vengano premiati con la scelta non solo il miglior rapporto qualità/prezzo, ma anche altri fattori come la riciclabilità di un prodotto, l’utilizzo di materie prime biologiche e il rispetto dei diritti dei lavoratori. «Questa tendenza – ha spiegato – a differenza del tradizionale intervento dirigistico a salvaguardia dell’utilità sociale (legislazioni a tutela dei lavoratori, garanzie sindacali, ecc.) non determina una limitazione del mercato dall’esterno, ma si risolve in una pressione interna alle logiche di mercato». Questi comportamento sensibilizzano le imprese a privilegiare, oltre alla massimizzazione dell’utile, anche altri comportamenti funzionali a una scelta sostenibile. 

Analisi qualitativa del mercato La regolazione del mercato, in quest’ottica, non si riduce a un mero aspetto quantitativo, ma diventa anche un fenomeno qualitativo. Come sosteneva lo stesso Adam Smith, la dimensione etica non è separata dal mercato, ma entra nelle sue dinamiche e, in una certa misura, riesce a condizionarlo. «Se la responsabilità sociale dell’impresa - ha concluso il sottosegretario - si declina, secondo l’opinione preferibile, non nel mero rispetto della legislazione sui processi produttivi ma nel compimento di ulteriori spontanee scelte d’impresa dirette a soddisfare esigenze sociali e a destinare risorse dell’impresa anche per fini e progetti non direttamente lucrativi, allora essa non va vista come una deviazione rispetto ai fini dell’azione imprenditoriale, ma esprime piuttosto un nuovo modo di fare impresa per rispondere al nuovo mondo del consumo».

Il ruolo della politica È in atto, ha continuato Letta, «un riavvicinamento fra etica ed economia, che parte dal basso ma che le istituzioni devono favorire e incoraggiare. Con riguardo alla politica interna, ciò significa, in primo luogo, investire sull’istruzione e sull’informazione dei cittadini e, nel contempo, agevolare le scelte di responsabilità sociale dell’impresa anche attraverso opportuni incentivi economici e fiscali».