Crisi, l'export crolla del 25,8%: record dal 1986

Crolla l’export italiano. A gennaio le
esportazioni sono diminuite nel complesso del 25,8% rispetto a
gennaio 2008 e del 5,9% rispetto a dicembre scorso. Il saldo commerciale è risultato negativo per 3,585
miliardi di euro

Roma - Crolla l’export italiano. A gennaio le esportazioni sono diminuite nel complesso del 25,8% rispetto a gennaio 2008 e del 5,9% rispetto a dicembre scorso. Secondo i dati resi noti dall’Istat, il saldo commerciale è risultato negativo per 3,585 miliardi di euro, in miglioramento rispetto al disavanzo di 4,105 miliardi di euro dello stesso mese del 2008. E' il dato tendenziale peggiore dal dicembre del 1986.

Il crollo delle esportazioni Negli ultimi tre mesi, rispetto ai tre mesi precedenti, i dati destagionalizzati mostrano una flessione pari al 10% per le esportazioni e al 10,4% per le importazioni. In calo anche le importazioni che scendono del 24,1% su base annua, e dell’1,5% su mese. Per le esportazioni si è registrato un andamento negativo per tutti i raggruppamenti principali per tipologia di beni; risultati peggiori della media hanno interessato i comparti relativi a energia (-49,3%), beni strumentali (-28,6%), prodotti intermedi (-28,5%) e beni di consumo durevoli (-27%). Anche per le importazioni l’andamento è stato negativo per tutti i raggruppamenti principali per tipologia di beni, con riduzioni più ampie della media registrate per prodotti intermedi (-33,5%), beni strumentali (-27,1%) ed energia (-25,8%). Nel mese di gennaio 2009, per le esportazioni si rilevano andamenti tendenziali negativi in tutti i settori di attività economica, ad eccezione del gas naturale (108,8%).

I settori che cedono Considerando i principali settori, le flessioni maggiori si sono registrate per coke e prodotti petroliferi raffinati (-56,1%), mezzi di trasporto (-38,8%, con una contrazione al loro interno degli autoveicoli del -49%), sostanze e prodotti chimici (-35,5%), prodotti tessili (-32,4%), mobili (-29,6%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-28,2%), altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-27,2%) e macchinari ed apparecchi n.c.a. (-27%). Dal lato delle importazioni, considerando i principali settori, la maggior parte ha registrato flessioni, ad eccezione di gas naturale (48,3%), articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici (19,5%) e articoli di abbigliamento (7,5%). I maggiori decrementi si sono registrati per petrolio greggio (-61,8%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-55,8%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-42,7%), sostanze e prodotti chimici (-38,2%).

I saldi positivi I maggiori saldi positivi si sono registrati per macchinari ed apparecchi n.c.a., metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, apparecchi elettrici, articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili, mobili, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e articoli in gomma e materie plastiche. I saldi negativi più elevati hanno riguardato gas naturale, petrolio greggio, computer, apparecchi elettronici e ottici e autoveicoli. Per quanto concerne i minerali energetici, nel mese di gennaio 2009 le importazioni di petrolio greggio rappresentano il 5,9% del totale dei flussi in entrata (l’11,8% nel gennaio 2008), mentre le importazioni di gas naturale pesano l’11,2%. Nello stesso mese il saldo della bilancia commerciale al netto di petrolio greggio e gas naturale è risultato positivo per 367 milioni di euro, in diminuzione rispetto al saldo di 1.218 milioni di euro registrato a gennaio 2008.

Male anche l'Europa Brusca frenata per export ed import delle imprese italiane verso l’Unione europea. A gennaio le esportazioni italiane verso i paesi dell’Ue sono calate del 22,9% su base annua e le importazioni sono diminuite del 24,3%. Il saldo commerciale è stato positivo per 404 milioni di euro superiore a quello di 239 milioni di euro rilevato nello stesso mese del 2008.  Nel confronto con dicembre, a gennaio 2009 i dati destagionalizzati segnalano un aumento pari a più 1,3% per le esportazioni e a più 2,1 per cento per le importazioni. Negli ultimi tre mesi, rispetto ai tre mesi precedenti, i dati destagionalizzati mostrano una flessione pari all’8,7% per le esportazioni e al 10,1% per le importazioni.