Crisi, l'inflazione cala L'invito di Napolitano: "Volontà e coraggio"

I prezzi al consumo diminuiscono dello 0,4%
rispetto a ottobre. Ma i rincari sulla pasta costeranno 140 euro in più a famiglia. Il capo dello Stato: "Serve fiducia"

Roma - L’inflazione a novembre è scesa dal 3,5% al 2,7%. Confermando le stime previste l’Istat nel dato definitivo, l'Istat precisa che i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,4% rispetto a ottobre. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invita a non nascondere i problemi economici che la crisi ha generato, ma sprona a guardare avanti con fiducia, volontà e coraggio: "La qualità che l’Italia esprime nei propri prodotti e nelle proprie attività più avanzate è sorgente di fiducia davanti alla crisi economica, anche se non possiamo nasconderci le difficoltà della congiuntura internazionale".

Calano i prezzi al consumo L’istituto di statisca conferma a novembre il forte calo dell’inflazione rispetto al mese di ottobre. Secondo i dati definitivi, diffusi oggi, la flessione dell’indice dei prezzi al consumo è stata dello 0,4%, un calo che non si registrava dal luglio del 1959. Il tasso annuo è del 2,7%, dopo essere sceso al 3,5% ad ottobre. Il tasso di inflazione acquisito per il 2008, quello che si registrerebbe se l’indice dei prezzi al consumo rimanesse allo stesso livello di novembre fino alla fine dell’anno, è pari al 3,4%, come a ottobre. Nella stima preliminare era del 3,3%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) di novembre registra una variazione di -0,5% rispetto a ottobre, e un +2,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il rallentamento dell’inflazione a novembre, spiega l’Istat, è dovuto in gran parte al calo dei prezzi dei beni che sono passati dal +3,6% di ottobre al +2,6% di novembre. L’inflazione di fondo (esclusi gli energetici e gli alimentari non lavorati) si attesta al +2,6%; a ottobre era del 2,8%.

La pasta non scende Rimane alto il prezzo della pasta a novembre. Secondo i dati definitivi dell’Istat, la pasta di semola di grano duro fa registrare un +0,3% rispetto a ottobre e un +29,8% rispetto a un anno fa (era del 31,6% a ottobre). Nel complesso, i dati definitivi sui prezzi al consumo rilevano un rallentamento della crescita annua dei prezzi di pane e cereali, passata dal 9,5% di ottobre all’8,4% di novembre, nonostante un incremento congiunturale dello 0,2%. Nel dettaglio, il prezzo del pane aumenta dello 0,1% rispetto a ottobre e del 4,1% rispetto a novembre 2007; a ottobre, per il pane, l’Istat aveva registrato un +6% rispetto all’anno precedente. Aumenti mensili si registrano per i prezzi delle carni (+0,2%), con un tasso annuo che scende lievemente, dal +3,3% al +3,2%. Sensibile calo per i prezzi del gruppo latte formaggi e uova, dal +6,8% di ottobre al +5,6% di novembre, che tuttavia evidenziano un lieve aumento su base mensile (+0,1%). Il prezzo del latte, in particolare, sale leggermente (+0,1%) su base mensile e aumenta del 6,3% sull’anno (ma risulta in flessione rispetto al +7,8% di ottobre).

Costerà 3,4 miliardi alle famiglie "È scandaloso che il dimezzamento del prezzo del grano dall’inizio dell’anno, oltre ad aver provocato una situazione drammatica nelle campagne dove non si riescono a coprire i costi della coltivazione (+61 per cento per i concimi), non abbia portato alcun beneficio ai consumatori di pasta che continua ad aumentare in modo vertiginoso sia a livello tendenziale (+ 29,8 per cento) che congiunturale (+0,3 per cento) in controtendenza con l’andamento generale". È quanto afferma la Coldiretti che, in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione a novembre, sottolinea che per effetto dei rincari, gli italiani spenderanno solo per l’acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi in più nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia. "Con il crollo delle quotazioni del grano a valori più bassi di 20 anni fa si è spaventosamente allargata - denuncia la Coldiretti - la forbice dei prezzi dal campo alla tavola con il prezzo pagato agli agricoltori per il grano duro che è sceso attorno a 0,22 euro al chilo, mentre quello della pasta è salito a 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del ministero delle Politiche Agricole".

L'invito di Napolitano La qualità che l’Italia esprime nei propri prodotti e nelle proprie attività più avanzate "è sorgente di fiducia" davanti alla crisi economica, anche se "non possiamo nasconderci le difficoltà" della congiuntura internazionale. Durante la cerimonia di consegna dei premi 'Leonardo' 2008 per la qualità al Quirinale, Napolitano si è detto convinto che "dal made in Italy inteso nel senso più ampio, dalle eccellenze italiane, dalla qualità italiana, di cui ho trovato testimonianza in tutti i Paesi che ho visitato, viene una grande sorgente di fiducia nel futuro del nostro Paese". Tutto questo "non nascondendoci le difficoltà che ci troviamo di fronte, perché - ha continuato il presidente - se ce le nascondessimo non potremmo affrontare con il coraggio e la volontà necessaria" il difficile momento che l’Italia come il resto del mondo attraversa. "Creare e intraprendere - ha concluso Napolitano rivolgendosi agli imprenditori del premio Leonardo - è la grande carta che dobbiamo saper giocare in un futuro così denso di incognite".