Crisi, l'Olanda blocca ingressi a romeni e bulgari

Dal prossimo anno non ci sarà la
libera circolazione dei rumeni e bulgari. Il ministro: "La situazione del mercato del lavoro a causa della crisi
economica solleva timori che ci sarà maggiore disoccupazione"

Bruxelles - E' crisi. E i Paesi Bassi decino di rinviare l’apertura delle proprie frontiere ai lavoratori provenienti dalla Romania e della Bulgaria a causa della crisi economica.

La decisione di Amsterdam "Il ministro ha annunciato al Parlamento che non ci sarà la libera circolazione dei rumeni e bulgari dal prossimo primo gennaio", ha detto ad Afp il portavoce del ministro Piet Hein Donner, Bea Versteeg. Gli Stati membri dell’Unione europea devono indicare, entro la fine dell’anno se consentono l’ingresso senza vincoli nel loro paese a lavoratori rumeni e bulgari, i cui paesi hanno aderito all’Ue nel gennaio 2007, ha ricordato Versteeg. "La situazione del mercato del lavoro a causa della crisi economica solleva timori che ci sarà maggiore disoccupazione, questo è il motivo per cui il ministro ha deciso di non aprire le frontiere", ha aggiunto il portavoce.

Stop per un anno "Questo non significa che non permetteremo gli ingressi nel 2010 o nel 2011, quando l’economia avrà recuperato e avremo bisogno di persone", ha assicurato Versteeg. L’adesione all’Unione europea della Bulgaria e della Romania nel gennaio 2007 prevedeva la libera circolazione dei cittadini bulgari e rumeni nella Ue dal primo gennaio 2009. "I Paesi Bassi informeranno Bruxelles che si opporranno", ha continuato Versteeg. I paesi dell’Ue possono bloccare gli ingressi per un massimo di tre anni, ha precisato la portavoce.