Crisi: l'oro ai massimi da tre mesi

Il metallo prezioso si stabilizza sopra quota 900 dollari l'oncia. In Sudafrica 15.000 posti a rischio nel settore della produzione. Continua la crisi del platino

Sale ai massimi da tre mesi l'oro che ormai si è attestato stabilmente al di sopra di 900 dollari l'oncia (910,25 il fixing di Londra). Il bene-rifugio per eccellenza sta attirando sempre più l'attenzione degli investitori internazionali che temono di veder svalutati i propri capitali a causa della crisi economica globale. Secondo Nick Moore, analista di Rbs Global Banking & Markets, la gold rush non sarebbe generata solo dal ribasso dei tassi deciso dalle maggiori banche centrali, ma anche in virtù delle previsioni di minori rifornimenti del metallo prezioso dalle miniere. Il Sudafrica «taglia» In Sudafrica, secondo maggior produttore mondiale dietro l'Australia, sono a rischio ben 15mila posti di lavoro nel settore dell'estrazione. In particolare Gold Fields, società leader nello sfruttamento delle miniere, ha annunciato la scorsa settimana l'intenzione di tagliare 1.500 dipendenti, principalmente nel campo dei servizi. Le miniere, per il momento, sembrano escluse dai processi di ristrutturazione. Platino in difficoltà Angloplat, principale produttore mondiale di platino, ha intenzione di ridurre l'attività anche se al momento non sono previsti licenziamenti. In questo caso, è il mercato a determinare la razionalizzazione: un anno fa il metallo quota oltre 2.300 dollari l'oncia, mentre oggi si attesta attorno ai 950 dollari.