Crisi, l'Ue aumenta fondi per Paesi dell'Est

Aumentano i fondi destinati agli interventi d’urgenza in
favore ai Paesi fuori da Eurolandia con difficoltà di bilancia
dei pagamenti. Anche se non ancora confermata la cifra passerebbe dai 25 ai 50 miliardi

Bruxelles - I Ventisette sono pronti a raddoppiare, se necessario, i fondi destinati agli interventi d’urgenza in favore ai Paesi fuori da Eurolandia con difficoltà di bilancia dei pagamenti. La capacità del fondo, secondo l’intesa di massima raggiunta dai ministri delle Finanze riuniti a Bruxelles in occasione del vertice Ue, passerebbe così da 25 a 50 miliardi di euro. Ma la presidenza di turno ceca dell’Ue, hanno osservato le stesse fonti, non ha ancora recepito questa indicazione nelle conclusioni del Consiglio europeo, dove ci si limita per ora ad affermare l’impegno a incrementare il fondo senza però indicare alcuna cifra.

La mossa dell'Ue Nell’ultima versione delle conclusioni del vertice, tuttavia, non viene indicata alcuna cifra, nè si esplicita l’aumento del fondo. Si legge solo che "la comunità è pronta a fornire sostegno alla bilancia dei pagamenti degli stati membri ammissibili che ne hanno bisogno e a tal fine esaminerà regolarmente il massimale del meccanismo di sostegno dell’Unione per l’aiuto alla bilancia dei pagamenti". Dovrebbe essere la presidenza ceca dell’Ue ad annunciare formalmente la cifra. Dei 25 miliardi di euro un totale di circa 10 miliardi sono stati già assegnati all’Ungheria e alla Lettonia. Sull’aumento del fondo aveva espresso dubbi soprattutto la Germania, che poi però ha ceduto. A quanto si apprende, a Bruxelles l’accordo è stato ora inserito in una nuova versione delle conclusioni del summit Ue. A chiederlo è stata la Commissione Europea con il sostegno di Francia e Germania. Nella nuova formulazione i 27 esprimono "compiacimento per l’intenzione della Commissione di raddoppiare" il fondo di aiuto per i paesi in difficoltà.