Crisi, Marcegaglia lancia l'allarme: Paese a rischio, bisogna agire subito

Il presidente di Confindustria al forum Ambrosetti di Cernobbio sulla manovra: "Manca completamente un piano di crescita. Inoltre i valori dei saldi
devono essere stabili. C'è un problema di credibilità di questo
Paese". Il direttore del Fmi: "L’economia deve fronteggiare "la minaccia di una spirale verso il basso"

Cernobbio - "Il sentimento è di forte preoccupazione e di richiesta alla politica di rendersi conto della gravità della situazione in cui ci troviamo e immediatamente agire perché il nostro Paese rischia molto". Così il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine del Workshop Ambrosetti che si conclude oggi a Cernobbio.

Agire subito "La preoccupazione del mondo dell'industria e dell'imprenditoria è molto forte. C'è un problema di credibilità del nostro Paese", ha aggiunto il numero uno di Confindustria. "Il problema della manovra - ha detto la Marcegaglia - è che manca completamente un piano di crescita. Inoltre i valori dei saldi devono essere stabili. Qui c’è un problema di credibilità di questo Paese, di una manovra che deve avere i saldi certi e, soprattutto, c’è un problema di piano della crescita che manca completamente".

"Ultimatum al governo? Bisogna fare ciò che ci chiede il mercato. Privatizzazioni, liberalizzazioni e abbassare le tasse su lavoratori e imprese". Così Emma Marcegaglia, presidente Confindustria ha risposto poi a chi le chiedeva se il Governo fosse a un bivio.  

La risposta di Tremonti  "Ho una visione diversa da quella del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia", dice Tremonti, "nella manovra di luglio c’erano 14 miliardi di tagli e 6 di tasse e non viceversa".

Romani: sulla fiducia decideremo in settimana  Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani non sembra escludere un ricorso alla fiducia per l’approvazione della manovra, anche se al momento non sembrerebbe essere necessaria: "Se la fiducia è necessaria - ha detto a margine del Workshop Ambrosetti di Cernobbio -, come sempre, può essere messa. Ma mi sembra che il percorso parlamentare sia tutto sommato tutto tranquillo. È una decisione che verrà presa in settimana". Il percorso parlamentare sulla manovra "è obbligatorio, lo sa benissimo anche il presidente" della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri ha esortato ad approvare in tempi celebri la finanziaria. "Il fate in fretta è giustamente un incitamento e uno stimolo al Parlamento perché rispetti i tempi previsti" a saldi invariati. Credo che il Parlamento stia dando ottima prova di sé - ha aggiunto Romani - gli emendamenti non sono neanche tantissimi, il lavoro in Commissione si dovrebbe chiudere tra domani e dopodomani e poi passerà all'Aula del Senato. La Camera non penso che modificherà il testo e quindi penso che a metà settembre la manovra sarà approvata".

Alfano: nessuna fiducia Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, rassicura sul fatto che il governo non intende mettere la fiducia sulla manovra. "Intendiamo fare un ragionamento concreto e costruttivo con le opposizioni su due questioni: la spending review che è una modalità di controllo del funzionamento della spesa statale, proposto dal pd in commissione al senato, e le revisioni delle circoscrizioni giudiziarie su cui si potrebbe arrivare a un punto di intesa con l’Udc nel dibattito parlamentare che, peraltro, non prevede la fiducia".

Frattini: approvazione rapida della manovra "Sia il presidente del Consiglio sia il ministro Tremonti hanno avuto e hanno contatti con le istituzioni finanziarie. La Banca Centrale europea è un organo assolutamente indipendente, questo è il suo valore aggiunto, quindi non ci sono né richieste né insistenze, né contatti". Lo sottolinea, a margine della terza e ultima giornata del workshop Ambrosetti di Cernobbio, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, evidenziando che "c’è soltanto che il Governo risponderà con i fatti alle preoccupazioni e aspirazioni che ha la Bce a vedere un rilancio di tutti i Paesi e la serietà nell’azione di risanamento. La migliore risposta sarà quella dei fatti e quindi di una appovazione rapidissima di questa manovra".

Fmi: minaccia di spirale verso il basso Sulla stessa linea di pensiero il direttore del Fmi, Christine Lagarde che in un'intervista pubblicata sul Der Spiegel ha detto: "I governi devono attuare piani di risparmio e di crescita perché l’economia deve fronteggiare "la minaccia di una spirale verso il basso". Lagarde ha inoltre ribadito che le banche europee potrebbero avere bisogno di nuove iniezioni di capitale per 200 miliardi per attutire il rallentamento dell’economia e l’impatto della crisi dei debiti sovrani. Guardando in particolare alla Germania, Lagarde ha suggerito al governo tedesco di implementare il programma di crescita focalizzata sull’economia interna, nel caso di un peggioramento dell’export. "Se la Germania rinvigorisce la sua domanda interna è un bene per l’economia tedesca ma che per i Paesi vicini", ha detto.