Crisi a Microsoft: in arrivo 5mila licenziamenti

Il colosso del software di Bill Gates annuncia il ridimensionamento: 5mila posti di lavoro da tagliare in tutto il mondo in 18 mesi, 1.400 da oggi. L'ad Steve Ballmer: "Non siamo immuni alla congiuntura economica" 

New York - Il colosso Usa del software Microsoft annuncia un taglio fino a 5mila posti di lavoro nei prossimi 18 mesi. Sulla scia di questa notizia e dei deludenti risultati del secondo trimestre, in cui il gruppo ha riportato oggi utili in calo dell’11% a 4,17 miliardi di dollari su un fatturato di 16,63 miliardi (+1,5%), il titolo nel prelistino di Wall Street perde l’8,9%. L'azienda di Redmond ha preannunciato un piano di riduzione dei costi che prevede 5mila licenziamenti in tutto il mondo, 1.400 dei quali con decorrenza da oggi. I tagli del personale sono concentrati nel settore ricerca e sviluppo, nel marketing, nelle vendite, nella finanza e nelle risorse umane. La decisione, spiega una nota del gruppo, è stata presa "alla luce dell’ulteriore deterioramento della situazione economica globale". Si tratta del primo programma di maxilicenziamenti nella storia di Microsoft. "Non siamo immuni alla congiuntura economica" ha detto l’amministratore delegato Steve Ballmer.

Dati pessimi Microsoft chiude il secondo trimestre con un utile per azione di 47 cent. Il risultato è inferiore alla stima media degli analisti di 50 cent. Lo scrive l’agenzia Bloomberg spiegando che i dati sono stati diffusi in un comunicato di PR Newswire. L’utile netto di Microsoft del secondo trimestre (che corrisponde agli ultimi tre mesi del 2008) risulta pari a 4,17 miliardi di dollari contro 4,71 miliardi dello stesso periodo dell’anno prima. Le vendite sono ammontate a 16,6 miliardi, risultando inferiori ai 17,3 miliardi stimati dagli analisti. A ottobre il colosso di Redmond aveva previsto utili compresi fra 51 e 53 cent per azione e puntava su vendite per 17,3-17,8 miliardi.