«Crisi Milan? Si specula su Berlusconi»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Palermo

«Sarebbe bellissimo mettere il timbro sul Mondiale». Alberto Gilardino sogna un gol decisivo a Palermo, dove il 4 settembre 2004 iniziò la sua avventura nella nazionale maggiore e dove stasera l’Italia di Lippi si gioca il match-point per la qualificazione a Germania 2006. Il ct non gli ha comunicato niente, ma potrebbe essere lui il partner di Toni. Come in Bielorussia un mese fa: il centravanti viola uscì da trionfatore con una tripletta; per Gila, invece, una prova opaca (56 minuti in campo) ma di grande assistenza al compagno. «Ci siamo mossi bene a Minsk, quella sera potevo segnare anch’io...», dice con il sorriso il milanista, il cui unico gol ufficiale in azzurro fu proprio alla Bielorussia il 13 ottobre 2004 a Parma. E nel debutto di Palermo fu sostituito da Toni che realizzò il gol della vittoria. «Allora l’eroe fu lui». Stasera, a distanza di un anno, Gilardino spera che le parti si invertano: «Lui ha fatto il primo, io potrei segnare l’ultimo... Ma mi auguro che a Palermo non fischino Luca».
Gila spera anche che non si ripeta quanto accaduto in Scozia: da probabile titolare, si ritrovò addirittura in tribuna. Oggi dovrebbe riprendersi quella maglia da titolare conquistata in Sicilia e la mente non potrà che correre a poco più di un anno fa. «Da Palermo a Palermo, una bellissima emozione. È stato un anno d’oro, la mia vita è cambiata. Prima la nazionale A, poi i gol a Parma, infine l’arrivo al Milan». Dove le cose non vanno benissimo: due gol in sei turni di campionato, anche se Vincenzo Pincolini, suo ex preparatore atletico in Emilia, sottolinea come nella stagione precedente abbia avuto lo stesso rendimento realizzativo. In più un intervento ai denti sollecitato dal Milan Lab, altro ostacolo nel tormentato avvio. Che lo ha visto anche coinvolto nel turn-over ancelottiano. «Negli ultimi due anni ho giocato sempre, ben venga un po’ di riposo». Anche se un po’ invidia Toni: «Nel modulo viola, la squadra gioca tutta per lui. Noi abbiamo uno schema diverso».
Rino Gattuso non ha invece digerito le due sconfitte in altrettante partite giocate contro la Slovenia, stasera vuol prendersi la rivincita. «L’ultima volta a Celje prendemmo tanti calci, la loro è una squadra cattiva e la partita di un anno fa dobbiamo tenerla ben presente per sapere cosa ci aspetta a Palermo». Il centrocampista rossonero difende poi il suo club: «Mi ha dato fastidio sentir parlare del Milan come di una squadra in crisi, allo sbando. Forse si dice questo perché è di Berlusconi e ci si specula sopra. Non siamo in crisi e lo dimostra il fatto che in classifica siamo subito dietro alla Juventus. Magari ancora non giochiamo un grande calcio e subiamo qualche gol di troppo, ma siamo secondi ed è giusto farci lavorare tranquilli».