Crisi, il monito dell'Fmi: "Ripresa a due velocità dominerà tutto il 2011"

Il capo
economista dell'Fmi: "La crescita debole nelle
economie avanzate sarà appena sufficiente a ridurre la disoccupazione". Da tenere sotto controllo le sfide poste dal
successo: il surriscaldamento delle
economie e la gestione dei flussi di capitale

New York - "Una ripresa economica a due velocità dominerà il 2011, con una crescita debole nelle economie avanzate appena sufficiente a ridurre la disoccupazione e le economie emergenti alle prese con le sfide poste dal successo, incluso come evitare un surriscaldamento della loro economia e gestire i flussi di capitale". In un’intervista a uno dei periodici del Fondo, il capo economista del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Olivier Blanchard, ha spiegato che i Paesi devono continuare a concentrarsi su come ribilanciare le proprie economie nei prossimi anni, inclusi misure strutturali e aggiustamenti dei tassi di cambio. "Senza un ribilanciamento non ci sarà una ripresa salutare".

Verso difficili aggiustamenti "Non c’è alcun dubbio che diversi paesi in Europa si troveranno ad affrontare lunghi e difficili aggiustamenti macroeconomici", ha spiegato Blanchard a Imf Survey sottolineando come "a eccezione della Grecia, le difficoltà di bilancio sono il risultato di un grande recessione non di un atteggiamento fiscale irresponsabile". Secondo l'Fmi, inoltre, "i timori per i problemi bancari" in Europa "sono esagerati". "Ma l’unico modo per allentarli è quello di aumentare la trasparenza, meglio prima che dopo - ha concluso Blanchard - in pratica questo significa nuovi e più credibili stress test, insieme a regola più chiare".

Le difficoltà di bilancio "A eccezione della Grecia, le difficoltà di bilancio sono il risultato di una grande recessione e non di un atteggiamento irresponsabile. Possono i paesi raggiungere una sostenibilità di bilancio? Possono farlo ma qui un altro mantra del Fmi va ripetuto: quello che è essenziale non è quanto siano drammatici i tagli ma gli obiettivi di medio termine, un credibile piano per la stabilizzazione del debito ed eventualmente una riduzione del debito", ha osservato Blanchard. "Possono i paesi fare questo per conto loro? Capisco completamente la riluttanza a chiedere di partecipare al programma dell’Unione Europea e del Fmi. Ma questi programmi possono aiutare in due modi: in primo luogo mette un tetto ai tassi di interesse ai quali il governo può finanziarsi, in secondo luogo anche se nell’ambito di tali programmi non viene chiesto a un paese di fare di più di quanto non avrebbe fatto da solo, questi rafforzano la credibilità di questi impegni e rassicurano i mercati".