Crisi, Monti alla Germania:"Da voi non vogliamo soldi"

Monti al Senato per illustrare le politiche Ue: "La Merkel apprezza le scelte di Berlusconi". Poi il monito: "Non esportiamo a Bruxelles le polemiche interne"

"Ieri la Merkel ha espresso apprezzamento per alcune scelte del governo Berlusconi e per la scelta attuale del partito del quale Berlusconi è presidente di sostenere gli sforzi di questo governo". Parola di Mario Monti. All'indomani dell'Ecofin, il premier presenta al Senato il piano di politiche europee per uscire dalla crisi economica e torna a chiedere a Bruxelles un segno di riconoscimento: "Non vogliamo denaro dalla Germania, ma chiediamo che la governance dell’Eurozona evolva in modo da consentire una riduzione dei tassi di interesse". Poi il Professore coglie l'occasione per spronare il parlamento a farsi carico di quelle scelte che "impongono assunzione di responsabilità da parte nostra". Secondo il Professore, infatti, non è "corretto esportare in Europa polemiche e contese di casa nostra che non giovano a immagine dell’Italia e giovano alla propagazione di stereotipi". Nel pomeriggio il Senato prima, la Camera poi approvano a larga maggioranza la mozione unitaria di Pdl, Pd e Terzo Polo sull’Unione europea. "Un passo molto significativo", commenta il premier lasciando Palazzo Madama.

Ribadendo il ruolo centrale del Belpaese nelle scelte prese dai vertici dell'Eurotower, Monti ha rimarcato che a Bruxelles "l’Italia può presentarsi con la dignità che gli spetta nella continuità dello Stato che è un bene di tutti, per tanto il governo riconosce il valori di una tradizione di rapporti con l’Europa e di una storica politica del nostro Paese a favore della costruzione dell’Ue". "Questo non è proprietà di un governo - ha detto il premier - ma è patrimonio del parlamento". Il presidente del Consiglio non nasconde, infatti, di essere stato "chiaro e netto" nei colloqui degli ultimi giorni affinché si veda "chiaramente" che l’Italia, se da un lato partecipa a vertici trilaterali con la Francia e la Germania, dall’altro "opera e si batte affinché l’Unione europea e l’Eurozona" siano istituzioni "inclusive".

Secondo il presidente del Consiglio, "l’Italia non viene più vista dagli Stati membri come una mina per il sistema" ma come un Paese che "può contribuire a trovare soluzioni". Intervenendo a Palazzo Madama Monti ha spiegato che questi risultati sono stati raggiunti grazie agli sforzi compiuti. Sforzi che "hanno fatto cambiare atteggiamento verso di noi". Il Professore lo ha sottolineato premettendo, tuttavia, di dirlo "con assoluta modestia personale e di governo". "La positiva evoluzione delle posizioni degli Stati membri più solidi, con la Germania in testa - ha aggiunto - deriva anche dal fatto che governo e Parlamento hanno lavorato insieme intensificando un’opera di risanamento interno e di recupero di credibilità internazionale".

Con il documento di maggioranza votato oggi, il Parlamento chiede che il governo sostenga l’introduzione della Tobin tax per i paesi dell’Ue. L'esecutivo dovrà "appoggiare l’introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie prospettando l’opportunità che essa si applichi a tutti Paesi membri dell’Unione europea e perseguendo contemporaneamente una più ampia intesa globale anche oltre i limiti dell’Unione europea". Ribadita anche la necessità di "un ruolo centrale della Bce, nel rispetto della sua indipendenza, al fine di evitare crisi di liquidità". Formale mandato a Monti anche a insistere in Europa sull’adozione degli eurobond e dei project bond per favorire la crescita e "mettere al centro della riflessione politica europea le politiche dello sviluppo e della crescita, il completamento del mercato interno e in particolare di quello dei servizi, l’innovazione e la ricerca scientifica con l’obiettivo di fare dell’Europa l’economia della conoscenza più grande del mondo, considerando in tale ambito anche la possibile adozione di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, quali eurobond e project bond". La maggioranza chiede, infine, l’impegno "a informare in modo sistematico e tempestivo le Camere sulle nuove iniziative di politica europea, sulle misure legislative in materia di governance, sull’andamento del negoziato per il nuovo trattato e ad assumere posizioni coerenti con gli indirizzi parlamentari".