Crisi mutui Usa, l'Ocse: pil in frenata

L'Ocse rivede al ribasso le stime mondiali sul pil per il 2007. L'Italia passa dal 2 all'1,8%. In tutta l'area euro flessione dello 0,1 per cento. Calo più marcato negli Stati Uniti. Bersani: "Confermiamo le nostre stime, ma siamo pronti a riconsiderare la situazione"

Parigi - L’Ocse ha tagliato le previsioni di crescita dell’Unione europea al 2,6% (dal 2,7% precedente) e degli Usa (all’1,9% dal 2,1%) per quest’anno dopo la crisi dei mutui subprime. Secondo il capo economista Jean-Philippe Cotis le prospettive di crescita sono "meno promettenti", la crisi a stelle e strisce "è stata più forte del previsto". Nettamente riviste al ribasso, rispetto alle previsioni formulate a maggio, le stime di crescita del pil di Italia (da 2% a 1,8%), Francia (da 2,2% a 1,8%) e Germania (da 2,9% a 2,6%) per il 2007. Lo ha indicato Cotis in occasione di un incontro a Parigi. Per l’insieme della zona euro, la revisione della crescita è dal 2,7% al 2,6%.

Avvertimento all'Italia Per i paesi dell’Ocse, che in molti casi accusano un "rapido invecchiamento della popolazione", le riforme dei sistemi pensionistici e della Sanità restano una questione "urgente". Lo ha affermato il capo economista dell’Ocse, Jean-Philippe Cotis, presentando alla stampa il rapporto di interim diffuso dall’organizzazione parigina a metà strada tra i due outlook globali. Cotis ha rilevato che in moti Paesi, tra cui l'Italia, continuano a registrarsi entrate fiscali superiori alle attese. Per alcuni, come Usa e Germania, questo si traduce in un risanamento più rapido del previsto sui conti pubblici. "In alti altri paesi, tuttavia - ha avvertito Cotis riferendosi proprio a Roma - sono necessari più sforzi per riguadaganre margini di manovra sulle politche fiscali".

Rischio recessione negli Usa Per gli Stati uniti, infine, il taglio è dal 2,1% all’1,9%. In Usa "non è esclusa la possibilità di una recessione". Lo ha affermato il capo economista dell’Ocse, Jean-Philippe Cotis, in una conferenza stampa sugli effetti della crisi dei mutui. "Per ora non parliamo di recessione - ha detto Cotis che ha rivisto al ribasso le stime Usa oper il 2007 all’1,9% dal 2,1% - la nostra diagnosi è quella di un rallentamento, più forte del previsto. Per questo non possiamo escludere una recessione".

Bersani: "Confermiamo le nostre stime del Pil, ma attenzione alta" "Per ora non abbiamo ragioni di correggere le nostre stime: seguiamo la situazione con grande attenzione e molto dipenderà dalle evoluzione della crisi degli stati Uniti e da come si rifletterà sulla propensione al consumo". È quanto ha affermato il ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani in merito all’allarme lanciato dall’Ocse su una contrazione della crescita del nostro Paese nel prossimo anno. Durante una conferenza stampa a Strasburgo Bersani ha sottolineato che è "prematuro fare valutazioni". E a chi gli chiedeva se le stime siano confermate, il ministro ha replicato, "in questo momento sì. Siamo sempre pronti - ha concluso - a riconsiderare la situazione".