Crisi, Napolitano attacca: "Miopia delle leadership"

Il presidente della Repubblica parla della recessione globale: "Un processo che tende a sfuggire da ogni controllo, ma non servono certo chiusure e protezionismi nazionali". Poi ai plaestinesi: "Riconoscete lo Stato d'Israele"

Gerusalemme - Di fronte alla crisi finanziaria e ad altri processi che "su scala mondiale tendono a sfuggire a ogni controllo" Giorgio Napolitano vede "miopia e debolezza, in troppi casi, da parte delle classi dirigenti e delle leadership politiche nazionali". Lo ha detto nella lectio magistralis pronunciata all’Università Ebraica di Gerusalemme. Bisogna invece "mettere l’accento contro le chiusure e i protezionismi nazionali" ha aggiunto.

Troppe fazioni "Dimenticando la lezione della storia si dà un clamoroso esempio di immiserimento della politica, riducendola a strumentalismo, spogliandola di ogni dimensione storico-culturale. Vedo in questo, in generale, una delle attuali malattie della politica, una delle cause del suo decadimento" ha detto ancora il presidente della Repubblica. Napolitano lo ha detto illustrando la sua convinzione che "l’ideale e il progetto sionistico", pur collocandosi nell’era dei nazionalismi, si distinsero e presero le distanze "da approcci aggressivi e ambizioni di potenza". In questo senso, ha concluso, "due anni fa denunciai chi non avendo il coraggio di dichiararsi antisemita assume come bersaglio il sionismo identificando con esso una presunta volontà di dominio".

Il Sud All’Università Ebraica di Gerusalemme Napolitano dice agli israeliani che per completare il loro progetto nazionale devono riuscire, con il processo di pace, a farsi riconoscere da tutti i Paesi della regione. Ma anche l’unità nazionale italiana, aggiunge, è incompiuta, sul piano economico, sociale e civile, tra il Nord e il Sud. "Le distanze sono rimaste rilevanti. Non si possono sottovalutare le tensioni e i rischi che ne derivano per la coesione e l’unità nazionale".

I palestinesi "Non si deve mai scivolare sul terreno della delegittimazione di Israele" ha proseguito Giorgio Napolitano esprimendo "preoccupazione" e considerazione per la "dura condizione della gente di Gaza" ma aggiungendo che ciò "non può mai mettere in ombra" per nessun palestinese e arabo "il problema del pieno inequivoco, coerente riconoscimento dello stato di Israele, della sua legittimità, del suo diritto all’esistenza e alla sicurezza". Il passaggio del discorso è stato applaudito dall’uditorio. Subito dopo Napolitano è partito per Betlemme dove, in mattinata, incontrerà il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen. A proposito di delegittimazione di Israele, Napolitano ha rinnovato la condanna delle affermazioni negazioniste e minacciose del presidente iraniano Ahmadinejad.