Crisi, Napolitano chiede confronto in parlamento: bisogna tagliare la spesa

Il capo dello Stato torna a chiedere il confronto per il bene del Paese: &quot;Anche in fase ristrettezze mantenere impegni e ridurre debito&quot;. Scajola: &quot;Pronti ad adottare misure necessarie&quot;<br />

Roma - "Da tempo ho abbandonato una parola che risulta troppo logorata e vana, come 'dialogo'... ". Da questa sottolineatura, fuori testo, emerge l’amarezza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per i tentativi da parte del Quirinale risultati finora vani di esortare le forze politiche di governo e di opposizione a dialogare per ricercare soluzioni condivise. E il capo dello Stato invita la politica proprio a un confronto serio per far fronte ai tagli della spesa: "E' necessario ridurre il debito pubblico".

L'invito al dialogo Dialogo tra le forze politiche e sociali per uscire dalla crisi economica, ma dialogo sempre e comunque. Napolitano non si riferisce solo alle difficoltà dell’economia, ma fa un significativo riferimento a quella richiesta che già avanzò all’indomani delle ultime elezioni politiche. Una richiesta, sottolinea ricevendo al Quirinale i nuovi cavalieri del lavoro, rimasta purtroppo inascoltata. Le grandi scelte per fronteggiare la crisi in corso "dovrebbero scaturire da un confronto aperto, ponderato e costruttivo tra le forze politiche e tra le forze sociali", ha detto Napolitano, "ho confidato che tale confronto si potesse avviare dopo le elezioni dello scorso aprile. I fatti non hanno confortato questa aspettativa, mi auguro ancora e ritengo possibile che la forza delle cose faccia maturare un clima di reciproco ascolto, di attenzione, senza rigidità preclusive, alle rispettive ragioni e proposte". La nuova richiesta del Presidente della Repubblica giunge a pochi giorni da un analogo invito in materia di riforma della legge elettorale sulle riforme.

Le misure economiche contro la crisi La giornata è dedicata ai travagli dell’economia ma il capo dello Stato nel suo riferimento alla stagione post-elettorale fa riferire il suo ragionamento ad un momento in cui le Borse erano ancora forti e la crisi dei mutui americana ancora da venire. È il presidente della Confederazione nazionale dei cavalieri del lavoro, Benito Benedini, a portare l’argomento sulla crisi che da un mese e mezzo attanaglia l’economia occidentale. "In momenti come questi l’attenzione torna a concentrarsi sulle imprese, sulla loro capacità di competere e creare sviluppo. Con la consapevolezza che un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori in gioco, un impegno corale, noi cavalieri del lavoro siamo impegnati in prima persona". Aggiunge il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola: "Abbiamo già superato momenti di grande difficoltà, il governo è determinato ad adottare tutte le misure necessarie che, sostenendo gli impegni delle imprese, possano attenuare la crisi e rilanciare la crescita". Questo "nel rispetto degli impegni per il risanamento finanziario" assunti con l’Europa. E prosegue: "Tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali e politiche devono rispondere ai richiami del capo dello Stato all’unità nei momenti difficili. È una condizione che un ceto dirigente deve saper trovare, ci auguriamo che il senso di responsabilità prevalga in parlamento".

Riduzione del debito pubblico Il quadro economico globale peggiora e così il capo dello Stato parla di necessità obiettiva di ridurre il debito pubblico. Napolitano sottolinea come sia necessario ridurre il debito pubblico e come ai vincoli già esistenti "si sia venuta aggiungendo l’ipoteca che di fronte al divampare della crisi non si poteva non accendere sulle risorse finanziarie dello Stato per procedere ad interventi di sostegno del sistema creditizio e anche delle imprese industriali in difficoltà". "È stato essenziale - sottolinea il presidente della Repubblica - muoversi a questo propositivo in sintonia con l’Unione europea e segnatamente con l’Eurogruppo". "Guai - è il monito di Napolitano - se la spesso bistrattata Europa non avesse confermato, e più fortemente espresso, il suo insostituibile ruolo".