Crisi, neanche Barack "risolleva" le Borse: bancari in caduta libera

In rosso tutte le piazze europee. Wall Street segna il peggior declino di sempre nella giornata d'insediamento di un
presidente. Tokyo cede il 2%

Milano - La grande preoccupazione per le pesanti perdite del comparto finanziario sta frenando oggi i mercati europei che, sulla scia dei tonfi di Wall Street e delle piazze asiatiche, hanno vissuto una giornata caratterizzata dal segno negativo. Come già accaduto per il Dow Jones, a risollevare le sorti delle principali Borse del Vecchio Continente non è riuscito neppure "l’effetto Obama", che ieri ha prestato giuramento come 44esimo presidente degli Stati Uniti. 

L'Europa affonda Proseguono in calo le principali Borse europee al giro di boa di metà seduta e in attesa dell’apertura di Wall Street. Il Dax cede lo 0,63%, il Cac40 l’1,7%, il Ftse100 l’1,7%. Fra i comparti male gli energetici, materie prime e finanziari, in controtendenza tecnologici e beni personali e per la casa, chimici e beni e servizi industriali. A Francoforte male Continental (-4,6%) e i finanziari Deutsche Bank (-4%), Hypo Re (-4,5%), Comerzbank (-4%) e Allianz (-3,6%). In controtendenza Adidas (+5,4%), Metro (+4,7%) che ha annunciato un piano di 15mila esuberi in tre anni e i tecnologici Siemens (+1,6%) e Sap (+1,6%). A Parigi bene SocGen (+4,6%) che ha fornito i preliminari del 2008 che dovrebeb chiudersi con un utile netto di 2 miliardi di euro. Denaro su Alcatel Lucent (+5,2%), Credit Agricole (+3,1%) e Alstom (+3,4%). Male Bnp (-5,6%), Axa (-4,8%) ed Edf (-4,4%). A Londra a picco Barclays (-20,8%), seguita da Lloyds (-13,1%) e dall’immobiliare Taylor Wimpey (-7,7%). Bene Rbos (+5,8%), Old Mutual (+4,6%) e Prudential (+4,1%).

Piazza Affari sui minimi  Prosegue la giornata negativa di Piazza Affari, con il Mibtel che cede il 2,09% tentando di rimanere sopra la soglia psicologica dei 14.000 punti (ora è a quota 14.059) e lo S&P Mib in perdita del 2,03% a 17.658 punti. Si conferma anche la seduta in chiaroscuro per il settore bancario, debole in tutta Europa soprattutto a causa dello scivolone a Londra di Barclays: sul listino di Milano il titolo del Banco Popolare prosegue nel rimbalzo odierno dopo i forti cali delle giornate scorse e cresce del 4,81% a 4,30 euro, mentre Intesa SanPaolo non migliora e cede il 6,47% a 2,13 euro. In altalena invece Unicredit, che ha iniziato le contrattazioni in calo per poi recuperare fino a un guadagno di oltre il 2% e quindi porsi su livelli di parità a metà giornata. In positivo la Banca Popolare di Milano (+1,93%), così come Mediobanca (+0,67%). Segno più anche per Stmicrolectronics e Finmeccanica, che guadagnano rispettivamente l’1,83% e l’1,61%, mentre viaggiano sono pressochè invariate A2A, Terna, Atlantia e Prysmian. Ancora negativa ma in leggero miglioramento Fiat (-2,83% a 4,29 euro), mentre Mediaset accentua il calo a una perdita del 4,96% a 3,78 euro. Tra i titoli a minor capitalizzazione, rimane la corrente di vendite su Tiscali anche dopo il comunicato del gruppo che conferma l’intenzione di ridurre il personale di 250 unità con un risparmio di 40 milioni di euro nei costi operativi: il titolo della società sarda perde il 7,76% a 4,99 euro tra scambi ancora intensi, pari al 4,3% del capitale.

Le Banche affossano l'Asia "Mentre quello di ieri è stato un grande giorno di speranza, entrato nella storia, gli investitori sono stati molto più aderenti alla realtà, pensando che non c’è nulla che questo nuovo presidente possa fare per aiutare l’Asia e il mondo, mettendo da parte gli Stati Uniti, nel futuro più immediato", ha commentato Kirby Daley, di Newedge Group a Hong Kong. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida della Borsa di Tokyo ha perso 164,15 punti, pari al 2,04 per cento, scendendo a 7.901,64 punti, di nuovo sotto la soglia psicologica degli ottomila punti. Pesanti le perdite anche per l’Hang Seng di Hong Kong, che a contrattazioni ancora in corso lascia sul terreno il 2,65%, e per l’indice sudcoreano Kospi, che segna un ribasso superiore al 2%. Segno negativo, infine, anche per i mercati di Singapore, Australia e India, che accusano un calo intorno a un punto percentuale. Ad accusare le perdite più gravi sono stati i principali gruppi bancari. In Giappone, Sumitomo Mitsui Financial Group Inc ha ceduto il 5,1%, mentre ad Hong Kong la HSBC Holdings PLC al momento registra un calo del 3,6%.

Il peggior declino a Wall Street Ieri, nel giorno dell’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, i timori per l’inasprimento della crisi hanno affossato i titoli finanziari a Wall Street. Per il Dow Jones è stato il peggior declino di sempre nella giornata di insediamento di un presidente e la performance più negativa dallo scorso 1 dicembre. Al termine della seduta e dopo le operazioni di compensazione, il Dow Jones ha perso 332,13 punti (-4,01%) a 7.949,09 punti, il Nasdaq ha ceduto 88,47 punti (-5,78%) a 1.4540,86 punti, mentre lo S&P500 è arretrato di 44,90 punti (-5,28%) a 805,22 punti. Le grandi banche americane hanno subito perdite pesantissime: Wells Fargo (-23,82%), JpMorgan Chase (-20,73%), Goldman Sachs (-18,96%) e Morgan Stanley (-15,97%). Le inquietudini del mercato, cominciate la scorsa settimana con i dati negativi annunciati da Citigroup e Bank of America, si sono intensificate in particolare dopo che, lunedì, Royal Bank of Scotland ha previsto che le sue perdite per il 2008 potrebbero oltrepassare i 41,3 miliardi di dollari. Quanto al petrolio, il prezzo del greggio è aumentato lievemente in Asia, nonostante il calo della domanda. Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio light sweet per consegna a marzo è stato trattato oggi a mezzogiorno, ora locale, a 41,21 dollari a barile, con un rialzo di 0,37 dollari sulle quotazioni di ieri sera a New York, dove aveva perso 1,53 dollari scendendo a 40,84 dollari a barile. Le contrattazioni sul petrolio per consegna a febbraio si sono concluse ieri a 38,74 dollari a barile, con un aumento di 2,23 dollari.