"La crisi non fermerà la comunicazione"

Comunicazione e pubblicità resisteranno anche ai venti della crisi mka il panorama comunicativo cambierà, forse in meglio. Massari: "L’on line è senza dubbio uno dei settori che potrebbe uscire rafforzato. Ma i modi di fare pubblicità che potranno cambiare sono molteplici".

La crisi non fermerà la comunicazione. La cambierà. Analizzare il futuro attraverso il termometro della tempesta finanziaria. Sembra un’impresa da veggente, invece basta scrutare nel mare magnum del mondo dei media. Un mondo sempre in movimento che risponde, con velocità, anche alle sirene d’allarme. E si adegua. “Comunicare è importante e in momento come questo lo è più che mai. Chi non comunica non esiste”. Lo dice Stefano Massari, amministratore delegato di SPQR Network ed esperto del settore.

Cosa succede al mondo della comunicazione quando si restringono i budget?
“La comunicazione non si ferma e rimane fondamentale. Comunicare è basilare e le aziende non possono rinunciarci. La gente, specialmente dai grandi gruppi, si aspetta delle risposte, un’interpretazione dei fatti. Risposte che diventano necessarie nei momenti complessi come questo. Magari si spende meno per la pubblicità tradizionale ma le cartucce che si hanno a disposizione si vogliono giocare nel migliore dei modi”

Quando il peggio sarà passato avremo un panorama comunicativo diverso?

“Sì, sono convito di sì. Quando questo passaggio avrà esaurito la sua forza saranno cambiate molte cose. Penso agli spot televisivi, per esempio, che prima o poi dovranno reinventarsi, diventare magari più interattivi”

Uno stimolo per l’innovazione e la creatività dunque?

“In un certo senso sì, l’idea creativa in alcuni casi può sopperire alla mancanza di mezzi”

Quali sono i settori più colpiti?
“I settori tradizionali sono quelli più penalizzati mentre i new media sono quelli che reggono meglio. La pubblicità su carta e televisione è, in termini generali, più cara. Per cui si preferisce investire sull’online. Un ambito in cui i risultati, grazie ai dati di accesso, si possono riscontrare immediatamente, valutando la bontà dell’investimento fatto”

Quindi internet è un settore che potrebbe risultarne favorito?
“Sì, l’on line è senza dubbio uno dei settori che potrebbe uscire rafforzato. Ma i modi di fare pubblicità che potranno cambiare sono molteplici. Penso anche ai punti vendita, al modo di presentare i prodotti fisicamente e a tutte quelle forme di comunicazione che per molte aziende sono fondamentali e che non saranno certo fermate dalla crisi”