La crisi non frena gli affitti: canoni su del 130%

Dati del sindacato degli inquilini Sunia: nelle grandi città dal 2000 i costi delle locazionisono cresciuti del 145% nelle grandi città. La media è di 1.100 euro al mese. Aumentano le offerte per tagli piccoli e sopratutto bilocali
situati in zone periferiche

Milano - Continua la corsa del caro affitti che in dieci anni, dal 1999, sono cresciuti del 130% e del 145% nelle grandi città. Chi oggi si appresta a stipulare un contratto di locazione pagherà in media 1.100 euro al mese. È quanto emerge da una ricerca della Cgil e del Sunia (Sindacato nazionale unitario inquilini e assegnatari) su un campione di 10mila offerte abitative. Oltre al canone sono salite anche la domanda e l’offerta di case in affitto. Aumentano le offerte per tagli piccoli e sopratutto bilocali situati in zone periferiche.

Top class I canoni maggiori si registrano al centro di Roma e Milano (2.300 e 2.250 euro al mese). In queste due grandi città a vivere in affitto è il 25% delle famiglie (la media in Italia è del 20%). I sindacati lamentano la riduzione delle risorse a sostegno degli inquilini. Il fondo di sostegno all’affitto dal 2000 - sottolineano - si è ridotto del 44,41% e si prevede che scenderà ancora. Nelle zone centrali i canoni di affitto più bassi si registrano al Sud (Bari 750 euro, Catania e Palermo 800), ma anche in città come Torino (850 euro) e Genova (900).

Roma è la più cara Entrando nelle tipologie di appartamenti, Roma si riconferma la più cara: per un monolocale si spendono in media 805 euro al mese. Lo studio evidenzia poi come le compravendite, sia nelle grandi città che nei centri minori, diminuiscono e si allungano i tempi medi di transazione. Allo stesso tempo aumentano le domande di affitto per la maggiore difficoltà di accesso al credito e al mercato dell’acquisto soprattutto da parte di nuove fasce (giovani coppie, single, stranieri e studenti). Aumenta anche, insieme ai prezzi l’offerta di affitto. I sindacati infine lamentano la riduzione e il blocco dei fondi destinati all’edilizia abitativa: denunciano un calo del 44,41% per il 2008 e parlano di un calo dal 2000 al 2011 del 69,58%.