Crisi, Obama si arrende: "Niente bacchetta magica per risolvere i problemi"

Obama visita New Orleans, la città devastata dall’uragano
Katrina: "L’economia americana non cresce alla velocità che servirebbe. Non
esiste una bacchetta magica che risolva i suoi problemi"

New Orleans - Due sedie sotto a una tenda a proteggere dalla pioggia battente in un cortile di case da finire di ricostruire. E' questo lo scenario in cui la Nbc ha intervistato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in visita a New Orleans, la città devastata dall’uragano Katrina. "L’economia americana è ancora in crescita ma non cresce alla velocità che servirebbe - spiega Obama - non esiste una bacchetta magica che risolva i suoi problemi".

Il messaggio di Obama "Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere - ha detto Obama - ed ecco perchè sono voluto venire qua nel quinto anniversario di Katrina. Voglio mandare un messaggio alla gente di qua ma anche all’intera regione del Golfo, che è stata colpita molto pesantemente (dal disastro petrolifero di Bp, ndr). Quando ci sono calamità del genere dobbiamo mettere da parte tutte le divisioni e concentrarci sul lavoro da fare", ha proseguito Obama ricordando che il disastro nel Golfo deve essere un’occasione per chiedersi: "Come possiamo migliorare? Come possiamo fare le cose con più intelligenza?". Il capo della Casa Bianca ha poi risposto a una domanda su un presunto "nuovo piano economico" di cui ha parlato il New York Times: "La ripresa c’è ma non è veloce come ci aspettavamo - ha spiegato - e quindi dobbiamo accelerare al Congresso l’approvazione della legge per facilitare l’accesso al credito da parte delle pmi".

La Grande Depressione sull'America "Questa - ha ricordato - è stata la peggiore crisi dalla Grande Depressione e nessun singolo provvedimento può funzionare come una bacchetta magica. Ecco perchè dobbiamo ricostruire la fiducia passo passo e spingere per più investimenti sul mercato". Obama è poi tornato sulla questione della moschea a Ground Zero ribadendo che "non si può discriminare alcun cittadino americano in base alla sua fede". E quindi se là si può costruire una chiesa, una sinagoga o un tempio indù il presidente non vede ostacoli all’edificazione di un luogo di culto islamico. "E come si può dire ai tanti americani di fede islamica che hanno combattuto in Iraq - ha poi detto Obama - che la loro fede non è compatibile con il sistema istituzionale americano?".