Crisi, ora i mercati sperano in un nuovo ribasso dei tassi

INDAGINI Le autorità Usa starebbero indagando sull’esposizione di alcuni grandi hedge fund

Come sempre, sarà l’Asia a dirci per prima se il termometro delle Borse scotta ancora, dopo la terribile giornata di venerdì. Ma sarà necessario aspettare Wall Street per capire se la caduta dei corsi azionari proseguirà anche questa settimana. La crisi finanziaria nasce e si nutre negli Stati Uniti: dopo le banche, le assicurazioni, le agenzie di rating, ora sono gli hedge fund a spaventare i mercati e le autorità di sorveglianza. La Riserva federale Usa ha avviato indagini in larga scala tra i fondi ad alto rischio, chiedendo chiarimenti sulle loro esposizioni anche a colossi come Citadel Investment Group, che gestisce asset per 16 miliardi di dollari, e Santaki Advisors.
Secondo il Wall Street Journal, che riporta l’indagine della Fed, il Tesoro Usa sarebbe anche orientato ad estendere ad altre compagnie assicurative l’acquisto di azioni finora attuato nel solo caso Aig, nell’ambito del pacchetto Paulson da 700 miliardi di dollari. Società come MetLife, Prudencial e New York Life sarebbero interessate a una partecipazione pubblica, sostiene il Journal. Le società di assicurazione sono cruciali per mantenere la fiducia - o almeno quel po’ che ne è rimasta - sui mercati finanziari.
Oltre che alle mosse del Tesoro Usa, i mercati guardano con la massima attenzione alle Banche centrali. È convinzione diffusa che la Federal reserve taglierà i tassi d’interesse durante la settimana: la maggior parte degli economisti prevede una riduzione di mezzo punto, ma alcuni si spingono fino a un taglio dello 0,75%. Le preoccupazioni legate all’inflazione si stanno dissolvendo rapidamente, grazie al brusco calo dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime, alimentari compresi. Inoltre, negli Usa, il rapido rafforzamento del dollaro combatte l’inflazione importata. È dunque molto probabile che Ben Bernanke annunci presto un nuovo allentamento della politica monetaria. Oggi arrivano i dati sulla crescita Usa del terzo trimestre, e ci si aspetta una contrazione del pil dello 0,5%. Un taglio di mezzo punto è atteso anche da parte della banca d’Inghilterra.
La stessa Banca centrale europea potrebbe tagliare i tassi nella prossima riunione del Consiglio direttivo, il 6 novembre. Secondo il governatore austriaco Gertrude Tumpel-Gegerell, la Bce rivedrà al ribasso le stime di crescita e di inflazione per i prossimi mesi. Una dinamica che apre spazi per un secondo ribasso dei tassi, dopo quello deciso l’8 ottobre scorso in coordinamento con le altre grandi Banche centrali del mondo. Emerge tuttavia a Francoforte qualche preoccupazione per il rapidissimo deprezzamento dell’euro sul dollaro, che compensa parzialmente il ribasso del greggio. Negli ultimi giorni lo tsunami si è esteso ai cambi, e questo complica l’ipotesi di un nuovo intervento coordinato a livello globale.
Gli occhi dei mercati sono puntati pure sui governi, che anche nel recentissimo summit euroasiatico a Pechino hanno confermato la volontà di usare ogni mezzo, come ha detto il premier cinese Wen Jiabao, per prevenire l’impatto della crisi finanziaria sull’economia reale. Si attende con ansia il summit del G20 a Washington, il 15 novembre, dove la Russia presenterà un progetto di riforma della finanza globale.
Intanto, il Fmi corre in soccorso dell’Ucraina in difficoltà con un prestito da 16,5 miliardi di dollari.