Crisi politica a Bagdad: escono i ministri sunniti

da Bagdad

In Irak la più importante coalizione sunnita, il Fronte per la concordia nazionale, ha ritirato ieri il suo vicepremier e cinque ministri dal governo aprendo una grave crisi politica nell’esecutivo di unità nazionale.
Un portavoce del Fronte della Concordia ha detto che le dimissioni possono essere revocate solo a condizione che il premier Nouri al Maliki si impegni ad attuare i piani di riforma presentati in Parlamento dal blocco sunnita, volti ad arginare l’egemonia delle milizie sciite nei quadri delle forze di sicurezza.
L’uscita dei ministri sunniti, secondo alcuni osservatori, rappresenta un’ulteriore prova dell’incapacità di Maliki di portare a compimento il processo di riconciliazione nazionale.
E il mese si è aperto con una raffica di attentati che hanno causato almeno 70 morti nel Paese. Il più grave a Bagdad. Un camion-bomba è saltato in aria uccidendo oltre 50 persone. Sessanta i feriti.