Crisi, Prodi domani al Senato Voto di fiducia mercoledì

Domani
inizia la discussione al Senato per la fiducia, già
mercoledì sera ci dovrebbe essere il voto. Il "dissidente" Turigliatto non ha ancora deciso cosa fare. La Bonino contro Capezzone, che ha preannunciato il no

Roma - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha annunciato che domani inizierà la discussione al Senato per la fiducia al governo e già mercoledì sera ci dovrebbe essere il voto. Dopo le sue comunicazioni all'aula del Senato, Prodi si recherà alla Camera. La seduta di palazzo Madama sarà sospesa e riprenderà alle 18,30 per concludersi alle 20,30. Mercoledì alle 18 in diretta tv vi sarà la replica del premier e le dichiarazioni di voto; la chiama dei senatori per la fiducia prenderà il via tra le 20,30 e le 21. Il voto alla Camera previsto per venerdì alle 12.

Il presidente dei senatori dell'Udc, Franco D'Onofrio, ha riferito ai giornalisti di essere stato lui, a nome del suo gruppo, a indicare un'esigenza prioritaria: quella di affrontare e votare giovedì il decreto legge sulla violenza negli stadi. Ciò ha fatto sì che venisse accolta la proposta di chiudere la fiducia mercoledì sera, anticipando a martedì pomeriggio l'intervento del premier. Questa è stata la richiesta iniziale dell'Udc che alla fine è stata accolta.

Turigliatto non ha ancora deciso "La decisione la prenderò solo domani perché sto ancora riflettendo. Ci sono molte parti dei dodici punti presentati da Prodi che non mi convincono. Ma sia chiaro su questioni come Afghanistan e Tav non sono disposto a fare sconti". Ecco le parole del senatore di Rifondazione Comunista Franco Turigliatto al giornale radio di Teleradiostereo: "Se il Ministro D'Alema avesse speso una buona parola su Vicenza avrei anche potuto votare una mozione che non condividevo. Il rapporto con Rifondazione è molto doloroso perchè sostanzialmente sono stato espulso dal gruppo parlamentare. Non voglio certo la destra al Governo e mi sento responsabile verso la coalizione con cui sono stato eletto".

Cossiga: potrei rivedere la mia posizione "Se l'Udc votasse in Senato la fiducia al Governo Prodi, come primo passo per entrare nella maggioranza, al fine di tramutare il sinistra centro, in un centro-sinistra con il trattino, qual era la maggioranza D'Alema-Marini-Mastella-Buttiglione-Cossiga, riportando il governo su posizioni più equilibrate in politica estera, io certo dovrei rivedere, nello spirito dell'antico asse D'Alema-Cossiga, la mia posizione, e forse rivedrei anche la mia decisione di votare contro la fiducia".

Lite tra Radicali: Bonino contro Capezzone Il ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino, fa sapere di non aver gradito affatto il preannunciato voto negativo al governo del suo compagno di partito Daniele Capezzone. "Trovo sorprendente che si arrivi ad annunciare delle posizioni in un moto irrefrenabile di coscienza senza avere neanche la decenza di affrontare un dibattito con i compagni, nel partito. Si tratta di un atto di arroganza. Io credo molto nel dibattito anche aspro, ma questo modo di sottrarsi non depone a favore di assunzioni di responsabilità". A stretto giro di posta la replica di Capezzone: "Ho ascoltato con stupore e amarezza le dichiarazioni di Emma Bonino a Radio Radicale e i suoi attacchi nei miei confronti. Trovo tutto questo - afferma l'esponente radicale, giunto oggi al 32° giorno di sciopero della fame sulla vicenda degli otto seggi senatoriali - molto deludente. Emma non può non sapere le mie opinioni sulla traiettoria del governo e conosce ancora meglio la mia opinione sulla debolissima soluzione che il centrosinistra sta dando alla crisi. Spero che sia condivisa la mia doppia richiesta: c'è il coraggio di recuperare i quattro punti del Dpef (pensioni, sanità, pubblico impiego e finanza locale)? E c'è il coraggio di cambiare la politica fiscale di Visco, volta a mettere nel mirino in modo indiscriminato la realtà delle piccolissime, piccole e medie imprese? In ogni caso, non mi faccio intimidire e confermo, in mancanza di fatti nuovi, la mia astensione".

Schifani: Prodi dimostri di avere una maggioranza politica Per il capogruppo di Forza Italia a palazzo Madama, Renato Schifani, Prodi in Senato dovrà dimostrare di avere una maggioranza politica e non solo parlamentare, così come chiesto dal capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Noi chiediamo che Prodi faccia tesoro delle parole del capo dello Stato, il quale, rinviando il governo Prodi alle Camere, ha chiesto che questo governo abbia in Senato una maggioranza politica e non parlamentare. La maggioranza politica è fatta da 158 senatori eletti e quindi espressione del mandato popolare".