Crisi in Regione, le sinistre si fermano alle parole

(...) tra i due c’è stato un colloquio chiarificatore al quale Conti è arrivato senza farsi vedere da flash e telecamere. C’è chi dice di averlo visto passare per i garage. Non cambia però la sostanza politica: la crisi minacciata da Conti e Marco Nesci (Rifondazione), Tirreno Bianchi (Comunisti italiani), Andrea Sassano e Franco Bonello (Unione a sinistra) è pronta a rientrare.
Le loro parole, ieri sera, lasciavano intendere il contrario. «Da oggi non voteremo nessuna proposta diversa da quelle concordate» avevano detto. «Il domani? Vedremo, ogni giorno ha le sue pene» erano state le parole di Conti prima del colloquio chiarificatore con Burlando.
Tra loro c’era stato uno scambio di battute prima del vertice. «Non la chiamo verifica, sarà un incontro per vedere alcuni pezzi di queste leggi (sul turismo e caccia, ndr) e sono convinto che da qui ai prossimi giorni risolveremo i problemi, sia con i gruppi regionali e con alcune categorie che hanno espresso dubbi che discuteremo apertamente» aveva detto Burlando, aggiungendo: «Non capisco perché bisogna drammatizzare».
La risposta di Conti era arrivata poche ore dopo: «Il problema non sono solo le singole leggi, sulle quali c’era già un’intesa in maggioranza prima del blitz di martedì mattina dell’assessore Ruggeri. Il problema si chiama Partito democratico, la sua autoreferenzialità e autosufficienza, i suoi conflitti interni che hanno una ricaduta sull’intera coalizione».
Si è arrivati così al vertice delle 16.30 alla sede della Regione in piazza De Ferrari, al quale ha partecipato anche il segretario del Partito democratico Mario Tullo. «Sia lui che il presidente Burlando non hanno dato risposte alle questioni poste - raccontava Sassano di Unione a sinistra- Questioni che ruotano attorno a un semplice fatto: il centrosinistra non è solo il Partito democratico. Tutte le forze che lo compongono devono essere rispettate». Il partito non si considerava ancora fuori dalla maggioranza: «Abbiamo posto delle questioni e siamo in attesa di risposte - proseguiva Sassano- La situazione non deve precipitare in poche ore, ma se dagli alleati non arriveranno segnali qualcosa dovrà succede per forza». «I nodi politici restano irrisolti. La situazione è sospesa» aveva aggiunto Conti. Più ottimista era sembrata invece Roberta Gasco dell’Udeur: «Il Partito democratico a volte sbaglia volendo decidere da solo. È un problema che in agosto abbiamo segnalato anche noi. Ma dopo il giusto chiarimento con le sinistre tornerà la pace».