Crisi, ricetta di Bankitalia: "La ripresa ancora debole Ora serve competitività"

Audizione in parlamento del direttore generale di via Nazionale: "Il quadro complessivo resta difficile". Giudizio positivo su manovra estiva e riforma delle pensioni. Ma avverte: "Il problema è il debito. Intervenire su tassazione eccessiva ed evasione" 

Roma - La ripresa è "debole" e il quadro macroeconomico "resta difficile". La manovra estiva ha "ridotto l’incertezza degli operatori", ma ora bisogna applicare le scelte di rigore fatte. Bene le nuove norme sulle pensioni che contribuiscono "a rendere strutturale il contenimento della spesa". È il quadro delineato dal direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di un’audizione in parlamento sulla decisione di finanza pubblica. Un documento che è stato "leggermente ottimista" dice Saccomanni, nell’indicare una crescita dell’1,2% per l’anno in corso. Come anche "particolarmente ambiziosi" sono gli obiettivi delineati nella manovra di bilancio varata a maggio. La via da seguire per Bankitalia è dunque quella della competitività: "Solo un’elevata capacità competitiva del sistema produttivo, cui contribuisca un settore pubblico più efficiente, può assicurare il ritorno a più alti e sostenibili tassi di crescita".

Uscire dalla crisi Per Saccomanni, quindi, "l’uscita dalla crisi deve essere un’opportunità per porre le basi per attuare riforme strutturali che accrescano la produttività e la competitività del nostro Paese". Parlando di competitività, e ricordando le performance dell’economia tedesca, Saccomanni commenta: "Sarebbe stato bello se l’Italia fosse stata in grado di agganciarsi a questo traino".

Debito pubblico L’esponente di Bankitalia rileva poi che "il principale fattore di debolezza dell’Italia sotto il profilo finanziario è dato dall’ingente debito pubblico. Stante l’elevata pressione fiscale, l’azione sulla spesa pubblica è essenziale per raggiungere un consistente avanzo primario e ricondurre il debito su un sentiero di rapida riduzione, mettendo al riparo il nostro Paese dai rischi legati alla volatilità dei mercati finanziari e rendendolo maggiormente in grado di affrontare gli oneri connessi con l’invecchiamento della popolazione, che rimangono elevati soprattutto nel campo della sanità e dell’assistenza".

Tasse ed evasione C’è poi la questione fiscale. Il prelievo fiscale in Italia "è gravoso nel confronto internazionale" e quindi la lotta all’evasione "può rappresentare una rilevante leva di sviluppo soprattutto se il recupero di gettito verrà nel medio termine utilizzato per ridurre le aliquote fiscali, ridistribuendo in maniera più equa il carico delle imposte tra le diverse categorie di contribuenti". La situazione economica del Paese, con la crescita debole, è stata anche al centro dell’audizione, sempre sulla Dfp davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, del presidente dell’Istat Enrico Giovannini. In Italia "la lentezza del recupero ciclico - ha sottolineato - fa seguito a una caduta del pil di entità analoga a quella della Germania e molto maggiore rispetto a Francia, Regno Unito e Spagna. Questo si riflette in un allargamento del divario rispetto a queste economie accumulato nel corso della crisi, con effetti di trascinamento anche nel 2011".