In crisi il simbolo dei Giochi Gestirlo costa troppo e non si sa che cosa farne

In tempi di ristrettezze economiche in Cina, anche il «Nido d’uccello», lo stadio simbolo delle passate Olimpiadi, è diventato un problema: calato il sipario sui Giochi i gestori sono da mesi alla ricerca di riconversioni redditizie per l’infrastruttura più costosa (450 milioni di dollari) della storia dei Giochi . Attualmente lo stadio è soltanto un’attrazione turistica. Ogni giorno registra un afflusso di 10 mila visitatori. Ognuno paga un biglietto d’ingresso a 50 yuan (circa 5 euro) per farsi fotografare in uno dei monumenti della città. L’incasso però non basta. Per pareggiare i costi di gestione e manutenzione servono 30 milioni di dollari l’anno e il timore è che allontanandosi la data dei giochi i turisti calino. Ma da ottobre in poi al Bird’s Nest non è stato più organizzato alcun evento. La squadra di calcio locale, il Guòan non ha le risorse per poter usare il complesso. Tra i pochi ad aver affittato lo stadio è la Lega calcio italiana: in agosto l’edizione 2009 della Supercoppa tricolore si terrà qui.