Crisi, Soros: "Gb potrebbe chiedere aiuto a Fmi"

Il finanziere americano lancia l'allarme sui conti del Regno Unito: "Il sistema bancario è più grande del resto dell'economia. Se il governo volesse riassorbirlo si troverebbe a dovr chiedere aiuti al fondo monetario internazionale". L'ultima volta è stata nel '76

Londra - La Gran Bretagna corre il rischio di doversi rivolgere al Fondo monetario internazionale per un salvataggio finanziario. Lo ha affermato il finanziere statunitense George Soros, secondo il quale Londra si trova in una situazione particolarmente vulnerabile alla crisi economica. Come riporta il quotidiano britannico The Times, secondo Soros la Gran Bretagna ha il problema di un "sistema bancario più grande del resto dell’economia: se il governo volesse riassorbirlo da solo, rischierebbe di aumentare fortemente il debito" rendendo la prospettiva di un aiuto da parte dell’Fmi "una possibilità" anche se non ancora "un’ipotesi probabile". Soros non si è detto ottimista neanche in merito al prossimo vertice del G20, in programma a Londra il prossimo 2 aprile: "Non è abbastanza enunciare dei principi generali: occorre fornire delle misure pratiche che proteggano i Paesi in via di sviluppo contro una calamità di cui non sono responsabili" ha spiegato aggiungendo che in caso di fallimento del summit si rischia una depressione economica peggiore di quella degli anni Trenta.

La colpa non è di Brown Infine, il finanziere non ha ritenuto il premier - ed ex ministro delle Finanze - Gordon Brown responsabile per non aver previsto la gravità della crisi: "Ha sottovalutato l’entità del problema, ma così hanno fatto quasi tutti: inoltre, spargere ottimismo fa parte del ruolo di un leader e quindi non si può fargliene una colpa". L’ultima occasione in cui la Gran Bretagna ha fatto ricorso all’Fmi risale al 1976, quando l’inflazione raggiunse il 27%: l’iniziativa fece crollare la fiducia interna nel governo laburista allora al potere.