Crisi, Trichet: "Bene l'Italia, non è l'unica con il debito alto"

Il presidente della Bce: "Ha mostrato capacità di ridurre il suo deficit e la sua spesa pubblica. La validità dei criteri di Maastricht non vale solo per l'Italia ma per tutti: in molti Paesi il debito supera il 60% del Pil".Poi: "Bankitalia ha tenuto la barra dritta"

Rimini In Italia il settore finanziario "si è dimostrato più resistente e di questo mi congratulo, in particolare con la Banca d'Italia che è stata "particolarmente rigida nella sorveglianza delle banche". Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet intervenendo a un convegno del centro studi Pio Manzù. Trichet ha voluto congratularsi - per la gestione della crisi finanziaria in Italia - con il settore privato, con le autorità sorveglianza, con la Banca d'Italia in particolare, particolarmente rigida nella propria capacità di supervisione e controllo". Il banchiere francese non ha mancato di sottolineare come la Bce sia sempre stata "in prima linea" nella gestione della crisi.

Nel suo intervento, dedicato alla governance economica e finanziaria globale, Trichet ha sottolineato come la crisi finanziaria culminata con il fallimento di Lehman Brothers sia stata il "primo vero stress test" cui sia stata sottoposta la nuova finanza globale, caratterizzata da una "capacità di contagio immediato" con i derivati che "sono aumentati di 10 volte dal 2000 al 2007".

"Le decisioni - ha detto Trichet - devono essere prese in tempi brevissimi, come la nostra decisione di fornire liquidità in quantità illimitate non solo a breve termine ma a scadenza maggiore". Prendendo in rassegna la risposta delle autorità finanziarie alla crisi, Trichet ha preso il lavoro svolto assieme al Financial Stability Board guidato da Mario Draghi e al Comitato di Basilea guidato dall'olandese Nout Wellink su Basilea 3. "Siamo riusciti a ottenere un consenso importante sulla definizione di capitale, sui nuovi requisiti patrimoniali, sul periodo di transizione per arrivarvi, siamo riusciti ad ottenere quello che secondo me è il giusto equilibrio per far sì che il settore bancario possa essere molto più resistente e nel contempo garantire che non venga bloccata la ripresa".

L'Italia ha "mostrato capacità di ridurre il suo deficit e la sua spesa pubblica, ed è una cosa che accogliamo con favore". Trichet, ribadendo la validità dei criteri di Maastricht che "non valgono solo per l'Italia ma per tutti: in molti Paesi il debito supera il 60% del Pil". L'idea di rinnovare il Fondo di stabilità finanziaria varato dall'Ue alla sua scadenza triennale "può essere immaginata". Lo ha detto aggiungendo però che "in questo caso occorrerebbe rispettare un gran numero di criteri: non dovrebbe incentivare il rischio morale, e dovrebbe essere basato su una condizionalità molto, molto forte". Un eccesso di volatilità nel mercato dei cambi è "controproducente per la crescita e la stabilità". Trichet, rispondendo alle domande sulla 'guerra delle valute', ha spiegato di apprezzare la posizione degli Usa a favore di un "dollaro forte nei confronti delle altre valute" e ha sottolineato l'impegno preso dai principali Paesi emergenti a "entrare in un sistema di cambi flessibili".