Crisi Usa, il Senato dice sì al piano Obama

Il Senato degli Stati Uniti ha
dato il via libera, con 61 voti a favore e 37 contrari, al
pacchetto di stimolo dell’economia chiesto dal presidente degli
Stati Uniti Barack Obama di un valore di circa 800 miliardi di
dollari<br />

Washington - Il senato Usa ha dato il via libera in via definitiva al pacchetto anticrisi da 838 miliardi di dollari per il salvataggio dell’economia Usa. Il passaggio, 61 voti a favore contro 37 a sfavore, preceduto ieri sera da un primo sì procedurale, spiana ora la strada ai negoziati sull’entità finale del pacchetto. La Camera dei Rappresentanti infatti ha approvato una versione del piano che prevede interventi per 819 miliardi di dollari e che dovrà essere integrata con quella del Senato, che è scesa dagli iniziali 937 a 827 miliardi di dollari. Ad allungare il dibattito alla camera alta era stata proprio la forte opposizione dei repubblicani ad un pacchetto di interventi di queste proporzioni. Dato che il "Grand Old Party" al Senato ha i numeri per fare ostruzionismo, nel corso delle trattative dei giorni scorsi i democratici sono stati costretti ad accettare alcuni tagli.

Il pacchetto voluto da Obama Obama ha usato la sua prima conferenza stampa alla Casa Bianca per ammonire lunedì sera il Congresso a passare al più presto il piano di stimolo per l’economia "prima che la crisi diventi una catastrofe" e per confermare le sue aperture diplomatiche all’Iran. Obama, in una conferenza stampa nella East Room durata un’ora e dominata dalla crisi economica, ha toccato altri temi di politica estera parlando della necessità di un miglior coordinamento in Afghanistan tra gli Usa ed i Paesi alleati e sottolineando che America e Russia devono essere le prime a dare il buon esempio in tema di riduzione degli armamenti nucleari per combattere la proliferazione. Ma gran parte della conferenza stampa è stata dominata dalla crisi economica. Obama ha detto che solo il governo può combattere la "spirale negativa" che si è creata.

Stimolare l'economia Usa Obama ha definito "non perfetto" il piano di stimolo "ma non possiamo restare con le mani in mano" o "ripetere otto anni di politica fallimentare basata sulle riduzioni fiscali ai più ricchi". Il presidente ha detto che una misura del successo o del fallimento del piano sarà la capacità "di creare quattro milioni di posti di lavoro". Altri indicatori: il ripristino del credito e la stabilizzazione del mercato immobiliare. Obama ha detto di non avere rinunciato allo spirito bipartisan ma ha ammonito i repubblicani che, prima di fare critichè dovrebbero ricordare "che questi in fin dei conti sono un deficit ed una crisi economica che io ho solo ereditato".