Cristiana Capotondi fra i graffitari: banalità, parolacce e romanesco

E così anche gli imbecilli che imbrattano i muri hanno il loro (degno) cantore. Tale Giancarlo Scarchilli, che questa commediola dell’insopportabile filone giovanile ha ideato e diretto. A Roma la ricca Sole (Cristiana Capotondi), depressa per le incomprensioni con mammà e il tiepido flirt con un tronfio avvocatino, sta per buttarsi dalla finestra. Per fortuna, e purtroppo per il pubblico che risparmierebbe oltre un’ora, dal palazzo di fronte il fascinoso graffitaro alpinista Pierpaolo (Ludovico Fremont) la blocca con stile: «Ahó, che stai a fá?». Così la mancata suicida entra nel gruppuscolo del salvatore, subito cotto, dove trova il bel lavamacchine Alex (Primo Reggiani), parimenti innamorato, lo zarro Bronks e il timido Emiliano. Come s’inebria alle incursioni notturne in fabbrica e in stazione, che goduria sporcare tutto con lo spray. Facendo arrossire per talento e velocità d’esecuzione Michelangelo e la sua schifosa Cappella Sistina. Ma il rischio è in agguato, la polizia e la banda degli ZTK («Zozzamo Tutto Kuanto»), per tacere dei tormenti del cuore. Insomma un filmino fragile e scontato, che difende i nuovi macchiaioli, imputandone le smanie artistiche, che novità, ai genitori assenteisti. Il romanesco stretto, con ampio turpiloquio, unito alla musica martellante, ha il pregio di coprire gran parte degli abominevoli dialoghi pur certificando l’incredibile cagneria dei verdi interpreti.

SCRIVILO SUI MURI (Italia, 2007) di Giancarlo Scarchilli con Cristiana Capotondi, Primo Reggiani. 86 minuti