Le cristiane sfidano Hezbollah «Non ci vedrete mai col velo»

A Beirut regna una calma sinistra mentre sui monti dello Chouf si consuma la vendetta dei miliziani sciiti. E Bush manda una nave da guerra per sostenere il governo Siniora

da Beirut

C'è un bel sole e la gente di Beirut annusa l'aria. Sa di mare, sa di guerra. A Beirut si passeggia sulla Corniche tra blindati, soldati e barricate. A Tripoli e sulle montagne dello Chouf si combatte e si muore. Ma che farci? Chi vive qui lo sa. Non si fa pace in una notte. E una tregua non basta per una riconciliazione. Certo nella capitale dove il Casinò non chiuse mai in 14 anni di proiettili, orrori e bombe non ci si scompone per tre giorni di battaglia e qualche morto. È solo un altro capitolo da raccontare.
Marie, fascinosa e un po' rifatta trentenne maronita, allarga le labbra a canotto, addenta la brioche, racconta la sua guerra ai vicini di tavolo del bar dehors di Ghemmayze: «Li ho incontrati quelli di Hezbollah e gli ho detto “con il velo non mi vedrete mai”, sì gliel'ho detto in faccia, loro ridevano... bastardi». A Beirut la normalità, quella di facciata torna presto. Bastarono 48 ore dopo la guerra del luglio 2006 per riaccendere discoteche e bar di rue Monot. Sabato sera, dopo il ritiro di Hezbollah, era troppo tardi, ma per la tarda colazione o il brunch della domenica mattina sono già tirati a lucido, in fila ai tavoli di Chez Paul e degli altri luoghi culto. Che non sia finita lo sanno bene. Basta ascoltare le voci sui 17 morti negli scontri a Tripoli. Basta annusare l'aria, infilarsi in macchina, salire la collina di Baabda, allungare lo sguardo oltre il palazzo presidenziale. Lì, mezz'ora d'auto a sud-est, la guerra resta a portata di mano. Lassù tra i villaggi dello Chouf intorno ad Aley si consuma la vendetta di Hezbollah, l'umiliazione di Walid Jumblatt, il leader druso alleato del governo Siniora. Una settimana fa strillava contro la rete telefonica clandestina gestita dal partito di Dio, pretendeva l'estromissione di Wafiq Shqeir, il generale della sicurezza che invece di controllare l'aeroporto forniva informazioni ai miliziani filoiraniani. In questa domenica di sole è l'ombra di se stesso. Il consunto playboy druso - immortalato a metà anni Ottanta mano nella mano con la Carmen Llera coniugata Moravia - è il più illustre degli sconfitti. Hezbollah gli sta scippando le sue montagne, le cime dello Chouf dove la sua famiglia governa da secoli.
Sabato sera Walid Jumblatt se ne sta tranquillo a ricever giornalisti nella sua casa bunker di Beirut, ma lassù tra le cime di casa i suoi montanari sono sul piede di guerra, sbarrano la strada agli uomini di Hezbollah arrivati troppo vicini ai loro villaggi. Quattro sciiti non la passano liscia. Uno viene tenuto in ostaggio, tre vengono torturati, sfigurati, abbandonati sul ciglio della strada in segno d'avvertimento. Nella notte di sabato Hezbollah è già pronto a esigere vendetta. I miliziani appena scortati fuori dal centro di Beirut dall'esercito oliano i kalashnikov, ripartono dalle roccheforti a sud di Beirut, danno l'assalto allo Chouf. A mezzogiorno di domenica le scie di razzi e mortai disegnano candide serpentine sulle colline, esplodono tra le postazioni druse intorno a Kmatiye, Ain Anoub, Eitan e Keyfoun. Poche ore dopo i drusi di Walid sono in fuga. Alla sconfitta si aggiunge l'umiliazione. Jumblatt deve implorare Talil Arsan, capo di una fazione drusa rivale, pregarlo di trattare con Hezbollah la resa dei propri uomini e ottenere il dispiegamento dell'esercito.
Ieri sera fonti egiziane hanno fatto sapere che la nave da guerra americana Uss Cole, proprio quella colpita da terroristi islamici davanti ad Aden nel 2000, sta arrivando a tutta velocità per essere schierata davanti a Beirut: una forma di aperto sostegno di Bush al premier Siniora in difficoltà. Quanto ai militari libanesi, brillano di nuovo per la loro assenza. Guardano da lontano, aspettano che si finisca di sparare poi - quando i più forti hanno vinto - bussano alla porta dei perdenti e si portano via le armi. Ma per il governo sconfitto e lo Jumblatt umiliato quella truppa renitente è l'ultima ciambella di salvataggio. Per sopravvivere ai miliziani sciiti hanno accettato di delegare ai generali la soluzione delle scottanti questioni dell'aeroporto e della linea clandestina di Hezbollah. Da domani il generale Wafiq Shqeir potrà riprendere a «sorvegliare» e Nasrallah a telefonare.