Cristiani discriminati a scuola Proibita la croce agli studenti

da Londra

Un nuovo caso di discriminazione religiosa infiamma la Gran Bretagna. Le autorità scolastiche del comune di Croydon, una frazione a sud di Londra, sono finite ieri nell’occhio del ciclone per aver vietato alle studentesse di indossare a scuola ciondoli a forma di croce. Contro il provvedimento si sono espressi molti gruppi religiosi e politici, compresi quelli musulmani convinti che i fedeli cristiani debbano venir trattati alla stessa stregua degli altri. Di fatto invece le cose non stanno così. Le linee guida diffuse dalle autorità scolastiche vietano infatti agli alunni di indossare dei gioielli a scuola, consentiti soltanto in «circostanze eccezionali» qualora alla scuola e al preside sia richiesta una particolare sensibilità nei confronti di appartenenti a fedi diverse da quella protestante. Tra le eccezioni figurano i medaglioni musulmani e i braccialetti hindu, ma non le croci. Una discriminazione che è stata immediatamente condannata anche dagli stessi leader islamici. «Sono totalmente solidale con la protesta espressa dai miei colleghi cristiani – ha dichiarato ieri Tahir Alam, portavoce del Muislim Council of Britain’s, l’organismo che più di ogni altro nel Paese rappresenta la comunità musulmana – se questi ciondoli sono importanti per gli alunni e se hanno una valenza religiosa, non c’è nulla da discutere in merito».
Il consiglio comunale di Croydon ha giustificato la propria presa di posizione spiegando che la commissione per l’educazione religiosa non ha ritenuto opportuno inserire i simboli religiosi cristiani tra le eccezioni perché «portare una croce non è obbligatorio, ma soltanto una scelta personale». Insomma, nessun fedele ti condannerà se a scuola te la togli quindi tanto vale non andare a discutere con il preside. Il caso, ambiguo e sicuramente provocatorio, ricorda la disputa che soltanto qualche mese fa aveva visto coinvolta un’hostess di terra della British Airways e la compagnia aerea che aveva cercato d’impedire alla signora di portare al collo una croce piccolissima, grande quanto una monetina da un penny. Anche in questo caso si era giocata la carta dell’ambiguità spiegando che la croce poteva venir considerata un gioiello prima ancora che il simbolo della fede cristiana. La signora però aveva minacciato di trascinare la compagnia in tribunale sollevando un tale polverone mediatico che alla fine i suoi datori di lavoro erano stati costretti a rivedere il regolamento. «In quest’ultimo anno abbiamo assistito a numerosi esempi di come i diritti di alcuni gruppi religiosi vengano rispettati mentre quelli di altri, spesso quelli dei cristiani, assolutamente no», ha dichiarato ieri la confederazione degli Avvocati cristiani. Di fronte alle feroci polemiche è probabile però che le autorità di Croydon siano già pronte a fare marcia indietro.