«Cristiani e ebrei devono dialogare con l’Islam»

«Possiamo sperare che il cammino di fraterna riconciliazione ebraico-cristiana percorso in questi quarant’anni ispiri analoghi percorsi di pace tra i credenti di altre religioni, a partire dai fedeli musulmani delle comunità islamiche sparse nel mondo, credenti anch’essi nell’unico Dio della misericordia e della pace». Lo ha affermato l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi intervenendo ieri alla Statale alla presentazione di un libro sul dialogo tra Ebraismo e Chiesa, un incontro a cui erano presenti l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Obed Ben-Hur, e il rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib.
«In questo senso a Roma la scorsa settimana, al termine della sesta riunione della Commissione bilaterale per i rapporti religiosi tra Chiesa cattolica e Ebraismo in Israele - ha spiegato Tettamanzi - è stato rivolto un appello congiunto affinché il dialogo ebraico-cristiano si allarghi sempre di più verso l’Islam: occorre che ci proiettiamo oltre il nostro dialogo bilaterale, al quale ci obbliga un particolare vincolo. Perciò crediamo che sia nostro dovere cercare di coinvolgere il mondo musulmano e le sue autorità in un dialogo e in una collaborazione rispettosi. Inoltre rivolgiamo un appello alle autorità civili perché sappiano apprezzare la potenzialità positiva che la dimensione religiosa ha nell’aiutare a risolvere conflitti e tensioni e a tal fine diano il loro sostegno al dialogo interreligioso». «Tanto più urgente è questa solidarietà nel costruire la pace - ha affermato Tettamanzi - se guardiamo alla Terra Santa, al conflitto israelo-palestinese, ai Luoghi Santi e a Gerusalemme».
Secondo l’arcivescovo di Milano «il sì dell’amore paterno del Padre celeste per il suo popolo primogenito dell’Alleanza si riflette nel sì della Chiesa a Israele e di conseguenza nel no all’odio verso le sorelle e i fratelli ebrei, nel no all’antisemitismo in tutte le sue forme».