Cristiani sempre meno tollerati, a rischio la libertà religiosa in India

Il sempre più frequente ripetersi di atti di intolleranza contro i cristiani allunga grosse ombre sulla realtà della democrazia in India. In particolare negli Stati ove è al potere il partito Bharatiya Janata, caratterizzato da una visione fondamentalista dell'induismo, i casi di intolleranza si moltiplicano senza che alle denunce dell'accaduto corrisponda alcun efficace impegno delle forze di polizia nella ricerca dei colpevoli. Il più grave tra i casi recenti è quello accaduto lo scorso 12 giugno nella città di Jabalpur (Madya Pradesh). Qui, con un gesto che per gli indù ha un significato specificamente dissacratorio, un gruppo di giovani finora rimasti impuniti ha gettato uova marce e acqua colorata contro la facciata del locale santuario del Bambin Gesù, la cui devozione è molto sentita dai cattolici indiani.
AsiaNews, agenzia sempre ricca di notizie sulla situazione dei diritti civili in Asia, ormai da tempo denuncia casi di aggressioni e vessazioni contro i cristiani in India. Si tenga conto che si tratta di eventi che non si spiegano affatto come reazioni anti-occidentali. L'India è indipendente dalla Gran Bretagna sin dal 1947, e il cristianesimo, seppur largamente minoritario, è radicato nel Paese da secoli, e in particolare da prima dell'inizio della colonizzazione inglese. La vicenda conferma ancora una volta quando sia difficile affermare il principio di laicità in contesti che, diversamente da quello occidentale, non hanno radici cristiane. Tale principio infatti entra nella storia con Gesù Cristo e il suo «Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio». Prima di lui non ce n'era traccia: autorità politica e religiosa si confondevano, l'Imperatore era anche Sommo Pontefice. E tutt'oggi nelle aree di diversa tradizione la laicità è qualcosa che o non esiste o fatica molto ad affermarsi. Il caso del mondo musulmano è ormai noto a tutti, ma anche nel modernissimo Giappone l'imperatore è pure sacerdote supremo dello Shinto, la religione di Stato.
Finché restò forte l'influsso del pensiero e della testimonianza di vita del Mahatma Gandhi, l'India e l'induismo erano sembrati l'unica cultura non cristiana ove il principio di laicità fosse ben radicato. La storica sconfitta nel 1998 del Partito del Congresso, erede di Gandhi, e l'affermazione del partito Bharatya Janata, BJP, fece invece scoprire che si tratta di un radicamento molto più esile e fragile di quanto in Occidente si pensasse. Anche se oggi il Partito del Congresso è di nuovo al potere in sede nazionale, negli Stati ove governano o il BJP o talvolta anche partiti locali alleati del Congresso, organizzazioni fondamentaliste indù hanno spesso mano libera, omicidi e ferimenti a loro ascrivibili vengono perseguiti solo blandamente dalla polizia, e i tribunali assolvono o danno pene minime ai pochi rei di tali delitti che vengono condotti in giudizio. Anche l’unica grande democrazia asiatica, dunque, ha ancora molta strada da fare sul compimento della piena libertà religiosa.

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