Cristiano furioso: spettacolo e gol e quarti conquistati

Nostro inviato a Ginevra

L’ha detto Eusebio, l’hanno pensato in tanti: «Questo Portogallo può davvero sognare l’europeo. È una vittoria per tutto il nostro popolo». Cristiano Ronaldo rispedisce Cech nella notte degli incubi. Allora furono i rigori degli altri nella finale di Champions, fra Chelsea e Manchester, stavolta ci ha pensato in prima persona. Migliore in campo (con tanto di premio Uefa), goleador e assist man: di tutto un po’ per lasciare l’impronta. Il Portogallo ha messo alle corde la Repubblica Ceca ed ha regalato tre squilli, dicendo: le intenzioni sono serie. Il triangolo delle Bermuda portoghesi, Deco-Ronaldo-Quaresma, s’è ingoiato il potente giocare dei cechi. Cristiano ha fatto la differenza come sanno i campioni, ha dimostrato maturazione e intenzioni. Quattro anni fa era il ragazzino un po’ viziato e narciso. Ora non dimentica lo spettacolo, ma è terribilmente decisivo quando conta.
Lo stadio di Ginevra era diviso quasi a metà nel tifo, partita divisa anche fra le squadre. Portogallo subito spettacolare e sostanzioso, ma non abbastanza per mettere in soggezione i cechi. Segna Deco dopo un duetto con Ronaldo. Otto minuti più tardi pareggia Sionko, anima imprendibile e devastante per i difensori portoghesi, guizzato in anticipo su Petit. Sedici minuti di gioco, lampi di classe, impressioni sfuggenti, per poi cominciare la partita vera, quella in cui l’attacco ceco, guidato dalle intuizioni di Baros, ha tirato poco, ma la squadra ha regalato sensazioni di potenza e stabilità.
Il bel giocare portoghese è subito svanito nel tentar di sostenere la prova di forza. Ronaldo ha fatto prove generali per il gol con tiri da lontano. «È stata dura superare la loro difesa», ha poi raccontato. «Ma abbiamo avuto la forza di insistere quando le cose non andavano bene. Per questo abbiamo giocato davvero bene ed io con la squadra». L’impressione di un tempo non è stata quella della ripresa: i cechi hanno tagliato a fette l’incerta difesa portoghese senza trovar gol. Ronaldo nella qualità, Simao nella tattica, Deco alla regia, hanno messo ali alla squadra. E i cechi si sono affannati come un bisonte disarmato. Cristiano è andato in gol, infilandola fra tre uomini della difesa: quasi avesse colpito una palla da biliardo. Poi s’è infiltrato in contropiede, concedendo il gol al piede di Quaresma. Un altro segno che la crapa non è più quella di un ragazzino.