Cristicchi e Laquidara insieme Poesia «dura» e voce di seta

Lui ha trionfato a Sanremo con «Ti regalerò una rosa», lei mescola bossanova e pop

Di sicuro, stasera la concorrenza non manca (leggi: Cesaria Evora all'Arena e il portoricano José Feliciano ospite del festival LatinoAmericando), eppure l'accoppiata tutta italiana in cartellone a Villa Arconati ha tutto ciò che serve per reggere il confronto. Merito del pungente, ma garbato Simone Cristicchi, forse il miglior prodotto del cantautorato all'italiana versione terzo millennio, certamente il più premiato. Ma anche dell'elegante, brava ma purtroppo ancora un po' troppo sottovalutata Patrizia Laquidara, vocalist dalla voce di seta, il cui pop d'autore fragile e appassionato mette insieme pezzi di musica leggera di casa nostra anni Sessanta, jazz e l'amata (da lei) bossanova brasiliana. Niente male, no?
All'ultimo festival di Sanremo Simone Cristicchi ha messo d'accordo tutti: il pubblico, la critica, i giornalisti e il conduttore Pippo Baudo. La sua canzone, «Ti regalerò una rosa», ha vinto meritatamente, con il suo mix struggente di rap e archi, delicati carillon e poesia durissima. Un brano che rappresenta la summa di un progetto assai più corposo sulla malattia mentale, per il quale Cristicchi ha realizzato anche un libro («Centro di Igiene Mentale») e un documentario, poi inserito nell'ultimo cd «Dall'altra parte del cancello». Già questo basterebbe a tessere le lodi del cantautore romano, che ha coronato i suoi 30 anni con un risultato professionale importante. In realtà, a ciò va aggiunto il buon lavoro svolto per il nuovo album, in equilibrio tra impegno e ironia: undici canzoni che hanno cancellato una volta per tutte l'idea di Cristicchi interprete solo divertente, come il tormentone-scioglilingua 2005 «Vorrei cantare come Biagio Antonacci» aveva fatto credere a parte del pubblico.
Già perché Cristicchi fa musica spontanea e senza eccessi di enfasi. Una piccola rarità, di questi tempi. Discorso, questo, che calza a pennello per Patrizia Laquidara, raro esempio di cantante pura, libera e non contaminata dallo show-business. Ad ascoltare il suo ultimo cd «Funambola», prodotto niente meno che dal pioniere della no-wave newyorkese Arto Lindsay, sembra che la più brasiliana tra le nostre cantanti abbia un'unica patria: nell'universo delle emozioni e dei sentimenti.
Simone Cristicchi e Patrizia Laquidara
oggi ore 21.30
Festival di Villa Arconati, Castellazzo di Bollate
Ingresso 18/15 euro