Cristina Chiabotto: "Porto in tour le risate Ma il mio sogno è Sanremo con Fiorello"

La showgirl da mercoledì su Comedy Central di Sky: "I comici si
esibiscono in piazza. Una vera sfida. Che mi carica di adrenalina". E sogna l'Ariston, ma senza coconduttrice: "C’è per forza bisogno di un’altra? A me piacerebbe farlo con Fiorello o con Chiambretti. O con tutti e due"

Niente, lei non fa neanche un plissé. Continua a spiegare, inesorabile e precisa come un metronomo, come sarà il programma che da dopodomani presenterà con Mauro Pulpito su Comedy Central, canale sgarzolino di Sky che tra i ragazzi va forte assai. Insomma, Cristina Chiabotto non si ferma mica, ci crede sul serio e, alleluja, è una delle poche a non avere il pudore della propria serietà. Sarà per questo che la chiamano a destra e a manca. Stavolta su Sky. Per un programma di culto. Si intitola Comedy Tour Risollevante, è una sorta di tournée della risata visto che ogni mercoledì alle 21 manda in onda gli sketch, ma non solo quelli, che un plotone di comici (da Cacioppo a Pucci, da Migone a Di Carlo) spiattellano sui palchi tirati su nelle piazze italiane per tremila persone come minimo. Improvvisazione, certo. E brividi di sicuro perché la gente non si sa mai come reagirà. In poche parole la palestra del successo (quello vero) è proprio questa: fare i conti faccia a faccia con il pubblico. E alla Chiabotto, torinese con il né, verrà bene, poco ma sicuro.

In fondo è un po’ il suo ritorno in tv.
«Ma no, ho fatto Ciak si canta. E poi con la campagna pubblicitaria che faccio da anni sostanzialmente non smetto mai di essere in tv».

Il plin plin.
«È il tormentone della mia vita».

Magari le pesa.
«Ma va, ci convivo benissimo. Io sono contentissima. E poi mi piace prendermi in giro».
Piace anche a Del Piero prenderla in giro?
«Sette anni fa il nostro primo spot insieme era basato su di un battibecco. Adesso tra un ciak e l’altro ci divertiamo molto».

Adesso le tocca farlo anche in scena: il Comedy Tour impone le risate.
«E il sorriso è il miglior biglietto da visita che posso tirar fuori».

Ma le piazze sono imprevedibili, mettono paura.
«Invece a me caricano di adrenalina».

Sì ma se il pubblico è congelato?
«Non mi perdo d’animo. La piazza è bella perché è varia».

L’anno scorso al suo posto c’era Giorgia Palmas.
«Non ho visto in tv quella edizione».

Ma poi avrà l’avrà seguita da qualche altra parte. Ora conduce Paperissima Sprint su Canale 5, che fa ascolti memorabili. Ed è passata pure dall’Isola dei Famosi. Magari anche per lei c’è un reality show dietro l’angolo.
«Non giudico chi ci va e non credo sia così brutto andarci. Certo, io non ci andrei come partecipante. Però è anche vero che non me l’hanno mai proposto».

Al Festival di Sanremo però andrebbe.
«Mi piacerebbe molto».

Sempre misurata.
«È il cuore della musica italiana».

Lei ha anche condotto il Festivalbar nel 2006.
«Però Sanremo è un traguardo pazzesco per chiunque».

Adesso lei è corvina di capelli. Prima era bionda. All’Ariston come arriverebbe?
«Direi un color nocciola. Un colore morbido, adatto alla situazione di grande eleganza».

Quale coconduttrice vorrebbe di fianco?
«C’è per forza bisogno di un’altra? A me piacerebbe farlo con Fiorello o con Chiambretti. O con tutti e due».

Cristina Chiabotto, lo sa che qualcuno dice che lei è troppo compassata, troppo poco «di pancia»?
«Mica si può piacere a tutti. Ma nessuno credo possa dire che io non sia naturale e spontanea. Cerco di arrivare a tutti senza usare artifici».

Quando è diventata Miss Italia mostrava la tipica emotività piemontese: evidente ma contenuta.
«Per me l’inizio di una favola».

Ora il concorso non sarà alla tragedia ma rischia grosso.
«Sono felice che lo conduca Fabrizio Frizzi, ma mi piacevano anche la Carlucci e, ovviamente, Carlo Conti che quella sera disse la famosa frase: la vincitrice è...».

Chiabotto scusi, lei lo sa che è pericolosamente assente dal gossip?
«Vivo da cinque anni una storia bellissima con Fabio Fulco».

Niente scandali, niente polemiche. Almeno qualche proposta indecente l’avrà ricevuta?
«Le proposte indecenti si intuiscono da lontano. E si evitano. Ma sono state rare: la gente capisce subito come sono fatta».